
Venezia Inter e il paragone con Catania Inter del 2010, Cristian Chivu ha scelto di paragonare le due partite, andiamo a vedere perché:
Vincere soffrendo in Laguna per riaccendere i fantasmi (e le ambizioni) del passato. Dopo il complicato 0-2 ottenuto sul campo del Venezia, Cristian Chivu ha spiazzato tutti nel post-partita, tirando fuori un paragone pesante e dal sapore storico: “Questa partita mi ha ricordato Catania-Inter 3-1 del 2010”. Un parallelo suggestivo che profuma di scaramanzia, di memoria e, soprattutto, di un chiaro avvertimento alla squadra.
Le analogie e le differenze con quel celebre precedente saltano subito agli occhi. In Sicilia, sedici anni fa, fu una sonora sconfitta; a Venezia, invece, è arrivata una preziosa vittoria. Allora i nerazzurri dovettero fare i conti con l’inferiorità numerica per gran parte del match a causa del cartellino rosso lampo per doppia ammonizione rimediato da Sulley Muntari. Entrambe le sfide, tuttavia, condividono il denominatore comune delle enormi difficoltà nella manovra, nella fluidità di gioco e nella costruzione di vere occasioni da gol.
Eppure, quel capitombolo al Massimino divenne leggenda. Molti protagonisti di quella corazzata riconobbero in quella caduta il punto di svolta decisivo, la scossa emotiva necessaria per raddrizzare la rotta e volare verso il mitico Triplete. Memorabile l’aneddoto svelato da Marco Materazzi alla Bobo TV nel 2020: nello spogliatoio post-gara, José Mourinho strabiliò tutti scaricando paradossalmente la colpa della sconfitta su Francesco Toldo, il secondo portiere che non giocava mai e non era nemmeno in campo. Con la sua tipica genialità psicologica, lo Special One urlò “Francesco, non sei più lo stesso”, e Toldo rispose al gioco replicando “Hai ragione, mister”. Un espediente grottesco e geniale per tenere la tensione altissima in uno spogliatoio stracolmo di campioni.
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Chivu, che in quella squadra militava come colonna difensiva (pur non scendendo in campo in quella specifica trasferta etnea), sembra aver mutuato quel metodo di forte pressione mediatica e mentale. Non è dato sapere cosa il tecnico abbia detto a porte chiuse alla squadra nello spogliatoio del Penzo, ma le sue dichiarazioni pubbliche parlano chiaro: “All’intervallo avrei voluto sostituirli tutti”. Un attacco frontale, smussato poi in parte dalle lodi al salvatore Ivan Provedel, ma volto a scuotere l’ambiente. Nonostante il primato in classifica, l’Inter non può permettersi cali di tensione. Chivu vuole tenere tutti rigorosamente sul pezzo, sperando che questo sofferto pomeriggio veneziano possa rappresentare la scintilla per un’altra stagione trionfale.