
Il giornalista interviene a Radio Sportiva sui rinnovi nerazzurri e sulle polemiche arbitrali dopo Inter-Fiorentina: nel mirino anche la gestione del VAR e la nuova linea di Orsato
Fabrizio Biasin è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per affrontare alcuni dei temi più caldi in casa Inter. Dalle polemiche arbitrali dopo la sfida contro la Fiorentina, con particolare riferimento al rigore non concesso a Marcus Thuram, fino alle strategie societarie per il futuro, il giornalista ha espresso il proprio punto di vista soffermandosi soprattutto sui rinnovi contrattuali e sulla situazione di Federico Dimarco.
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Secondo Biasin, le scelte dell’Inter dovranno continuare a seguire una linea precisa, valutando non soltanto gli aspetti economici, ma anche il contributo tecnico dei giocatori e la loro importanza nei momenti decisivi della stagione. Sul fronte arbitrale, invece, il giornalista condivide l’obiettivo di rendere il calcio più veloce, ma critica una gestione che, a suo giudizio, rischia di penalizzare l’utilizzo della tecnologia.
Ecco le sue dichiarazioni integrali.
PAROLE – «La verità è che bisogna pensare ai rinnovi o ai non rinnovi a seconda di quale giocatore poi viene immesso in rosa per sostituire quel giocatore che perdi nel caso eventuale. Negli ultimi anni l’Inter di decisioni ne ha prese tante, in genere il gruppo è sempre rimasto molto solido, ci sono quei 7-8 giocatori che portano avanti la squadra da tanto tempo e sono quelli che poi hanno fatto un po’ la fortuna dell’Inter negli ultimi anni. Ci sono situazioni un po’ diverse rispetto al passato, cioè io credo che tante volte si possa anche decidere di rinnovare i contratti pur sapendo che poi quel giocatore non ti porterà una plusvalenza, ma perché tu pensi che quel giocatore poi sarà in grado di farti passare dei turni, che ne so, in Champions League e quindi rientrerai da quel punto di vista con gli investimenti. Quindi io credo che in realtà il modus operandi degli ultimi anni sia quello che ha fatto la fortuna dell’Inter e non va cambiato. Se il riferimento è a Dimarco io penso che si debba trovare un modo per andare avanti assieme, ovviamente dipende molto dalle richieste. Ieri sono uscite richieste io credo senza senso, si parla addirittura di 7.5 milioni all’anno di ingaggio, non so se è veramente arrivata una richiesta del genere, so che in quel caso sarebbe una richiesta fuori mercato e avrebbe poco senso portarla avanti. Però non so se è vero, io penso che in realtà poi si troverà un modo per andare avanti assieme a cifre inferiori».
«Su Orsato sono dell’idea che sia molto giusto quello che stiamo vedendo quest’anno da un certo punto di vista e cioè evitare che ci siano le famose perdite di tempo e quelle sono state diciamo mutuate grazie al regolamento del Mondiale, definiamolo così. Da questo punto di vista il calcio è più veloce, anche più spettacolare, lo stiamo vedendo proprio nelle nostre partite e mi va benissimo, così come mi va benissimo che gli arbitri lasciano correre i contatti che fino all’anno scorso in realtà si trasformavano in falli. Se sono mezzi falli mi piace che ci sia un metro molto più severo, però non fino al punto che non vengano fischiati i falli. Troppe volte in queste prime giornate ci sono state situazioni in cui falli fatti e finiti si sono trasformati in andiamo avanti e rigori anche abbastanza evidenti sono stati lasciati andare e non corretti al VAR. Ecco questo penso che sia la cosa più sbagliata in assoluto, cioè il fatto che all’improvviso il VAR sia stato visto un po’ come un nemico, quello che se interviene penalizza l’arbitro. Io invece continuo a pensare che nel 2026 l’esistenza della tecnologia sia qualcosa di più che buono e un arbitro che grazie alla tecnologia prende una decisione corretta è un arbitro da premiare, non da penalizzare, invece la mia sensazione è che in questo momento gli arbitri vengano premiati se decidono e non vengono corretti, fa niente se decidono male, l’importante è che non vengano corretti e questa cosa qua la trovo francamente assurda».
Le parole di Biasin riaccendono quindi il dibattito su due questioni centrali per il futuro nerazzurro: la necessità di preservare l’ossatura della squadra, trovando un’intesa per il rinnovo di Dimarco, e l’importanza di un utilizzo coerente del VAR, affinché la tecnologia sia uno strumento per correggere gli errori e non un ostacolo alle decisioni arbitrali.