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Di Canio torna su Inter Shakhtar: «Gol di Carlos Augusto alla Kane. Vi spiego qual è stato il vero problema della squadra di Chivu»

L’analisi dell’ex attaccante sugli studi di Sky Sport tra il successo dei nerazzurri, la lettura tecnica della rete decisiva e le difficoltà incontrate a centrocampo

L’Inter conquista una vittoria di fondamentale importanza superando per 1-0 lo Shakhtar Donetsk grazie alla stoccata decisiva firmata da Carlos Augusto, ma la prestazione offerta dagli uomini guidati in panchina da Cristian Chivu ha lasciato sul campo diversi spunti di riflessione. Intervenuto ai microfoni dei salotti televisivi di Sky Sport al termine del match, Paolo Di Canio ha analizzato nel dettaglio la prova dei nerazzurri, evidenziando luci e ombre della serata e soffermandosi su aspetti tattici ben precisi.

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Di Canio ha descritto senza troppi giri di parole le difficoltà incontrate dalla squadra nella prima parte della gara: «L’Inter ha fatto una partita scialba fino al 60′. Primo tempo male male male, non ha costruito nulla a parte un paio di occasioni ad inizio partita». L’ex calciatore ha sottolineato come la formazione di Chivu apparisse fin troppo frenata dalla paura: «Era più preoccupata a non subire, l’Inter porta sempre tanti uomini in area di rigore ma quando lo faceva subiva ripartenze fino alla sua area di rigore. Oggi ce l’ha detto anche Chivu: il braccino, erano preoccupati di tenere degli equilibri».

I limiti del centrocampo e l’elogio al gesto tecnico di Carlos Augusto

Secondo la lettura tattica dell’opinionista, le problematiche dell’Inter sono nate soprattutto dalle caratteristiche degli interpreti in mezzo al campo nei momenti di non possesso: «E oggi ha avuto una difficoltà anche per un altro motivo: quando trova squadre che palleggiano bene, ha 5-6 giocatori che non sono da recupero palla, Calhanoglu, Barella, Sucic. Non sono incontristi, Calha ci prova ma non è un Gattuso, gli altri due non sono aggressivi, non mettono pressione. Quando trovi squadre come lo Shakhtar l’Inter va in difficoltà». Proprio per queste ragioni, Di Canio definisce il risultato finale come un premio preziosissimo: «La vittoria è veramente un diamante. Strano parlare di Inter che deve acquisire consapevolezza però è così».

Infine, un lungo e dettagliato elogio è stato riservato all’autore del gol vittoria, l’esterno brasiliano Carlos Augusto: «Per me era un titolare già gli anni scorsi, sa fare tanti ruoli, con abnegazione, qualità, è un toro, salta di testa in difesa, sa crossare. Dimarco è uno specialista ma anche Carlos li sa fare». Entrando nei dettagli del gesto tecnico che ha deciso la partita, Di Canio si è lasciato andare a un paragone illustre con un gigante del calcio mondiale: «I grandi campioni guardano la palla fino alla fine per colpirla nel migliore dei modi, non guardano la porta e poi la palla. Carlos Augusto, se vedete bene, guarda solo la palla, è un gol alla Kane, si è assicurato il contatto visivo sulla palla e non l’ha più mollato. Altri avrebbero guardato la palla, poi la porta per capire la distanza, poi ancora la palla e avrebbero impattato male o perso un tempo di gioco calciando non bene».

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