Pio Esposito, il paradosso che non è un paradosso: punto fermo della Nazionale, gioca meno nell’Inter – Inter News 24
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Pio Esposito, il paradosso che non è un paradosso: punto fermo della Nazionale, gioca meno nell’Inter

Francesco Pio Esposito, attaccante classe 2005, sta vivendo un momento particolare della sua carriera. Nel club nerazzurro il giocatore deve competere per ottenere un posto fisso nell’undici iniziale, mentre in Nazionale ha trovato lo spazio e l’assoluta fiducia di Mancini. Questa differenza dipende sostanzialmente da alcune scelte tecniche precise, e dalle gerarchie, completamente diverse se si fa un confronto tra Nazionale e Inter.

Il paradosso (che non è un paradosso)

All’Inter Christian Chivu ha utilizzato Esposito con una buona frequenza nella parte iniziale della stagione. Il giovane centravanti è partito titolare in quattro delle prime cinque giornate di campionato, anche perché Marcus Thuram ha avuto alcuni problemi fisici che lo hanno tenuto fuori gioco. L’assenza del francese ha quindi offerto a Esposito un’occasione concreta per confermare le proprie qualità, e per guadagnare minuti importanti in un reparto molto competitivo.

Con il rientro dei titolari, però, lo scenario è cambiato. Nelle partite di maggior peso, come quelle contro la Roma e contro il Real Madrid, Chivu ha scelto di affidarsi alla coppia “premium”, formata da Lautaro Martínez e da Thuram. Questa decisione riduce obiettivamente lo spazio a disposizione di Esposito, che si trova a recitare il ruolo di alternativa di valore più che quello di prima scelta. 

La preferenza per due attaccanti esperti e abituati ai grandi appuntamenti risponde ad una logica che, francamente, appare inattaccabile. D’altronde l’Inter, come ha spesso sottolineato Marotta, ha l’obiettivo di arrivare fino in fondo non solo in Serie A, ma anche in Europa, e per farlo serve la ThuLa. Non a caso, i portali per scommettere sulle partite di Champions League considerano i nerazzurri un passo avanti quando giocano quei due lì davanti. Senza nulla togliere a Esposito, è chiaro.

Il ruolo centrale in Nazionale con Roberto Mancini

Nella Nazionale italiana la situazione appare molto diversa. Il commissario tecnico Roberto Mancini ha inserito Esposito nel gruppo dei titolarissimi senza esitazioni, vedendo in lui il profilo adatto alle caratteristiche del proprio attacco. La scelta del ct ha dato al giovane una responsabilità importante e una continuità di impiego che in nerazzurro, al momento, non gli viene garantita.

I risultati hanno ripagato la fiducia ricevuta. Esposito ha già segnato 7 reti in 13 presenze con la maglia azzurra, una media molto alta per un attaccante di appena 21 anni. L’ultimo gol è arrivato nella vittoria per 3-1 contro la Turchia, ed è un altro segnale della sua capacità di incidere nelle partite internazionali. Il rendimento in azzurro mostra un giocatore sereno, capace di adattarsi in fretta ad un contesto di alto livello e di rispondere con prestazioni decisamente concrete.

Il dato più importante riguarda il confronto con la storia del calcio italiano. Raggiungendo quota 7 gol a 21 anni, Esposito è diventato il secondo giocatore più giovane della storia della Nazionale a toccare questo traguardo. Davanti a lui c’è soltanto Giuseppe Meazza, uno dei più grandi attaccanti italiani di sempre e un punto di riferimento per diverse generazioni di tifosi. Il paragone con un nome così importante dà la misura del valore del risultato raggiunto da Pio.

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