Inter Shakhtar, Arda Turan si racconta: «Questa Inter può vincere a ogni livello ma in Champions vorrei vincesse questa squadra»
Hanno Detto

Inter Shakhtar, Arda Turan si racconta: «Questa Inter può vincere a ogni livello ma in Champions vorrei vincesse questa squadra»

Il tecnico degli ucraini ha parlato alla Gazzetta dello Sport a due giorni dalla sfida di Champions League contro i nerazzurri: dalla guerra in Ucraina al rapporto con Chivu e Calhanoglu, fino alle favorite per la vittoria finale

A due giorni dalla sfida di Champions League tra Inter e Shakhtar Donetsk, Arda Turan ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sulle ambizioni della sua squadra, sulle difficoltà legate alla guerra in Ucraina e sulla stima nei confronti di Cristian Chivu. Il tecnico ha parlato anche del legame speciale con Hakan Calhanoglu, suo ex compagno di squadra, e delle formazioni che considera favorite per la conquista della competizione europea.

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Quali sono gli obiettivi dello Shakhtar per questa stagione?

L’anno scorso abbiamo vinto il campionato e raggiunto le semifinali di Conference, ora vogliamo dimostrare di poter stare anche in Champions. Abbiamo un sistema in cui crediamo, vogliamo avere il controllo del pallone e reagire subito se lo perdiamo. Quello che stiamo facendo è difficilissimo, anche se non voglio sia percepito come una scusa.

Quanto condiziona la guerra la preparazione e la quotidianità della squadra?

Allude alla guerra?

«Sì. Ci tiene un sacco di tempo in bus e in treno senza dare ai giocatori tempo per recuperare, a malapena troviamo finestre per allenarci, per le partite europee i viaggi durano in media dalle 14 alle 16 ore. Certe volte non torniamo nemmeno a casa. Ringrazio il mio club, a volte elabora piani incredibili per ridurre al minimo l’impatto del conflitto su di noi».

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Cosa si prova quando scatta l’allarme e bisogna rifugiarsi?

«Non puoi capirlo finché non lo vivi. Suona l’allarme, e non pensi a te ma agli altri, alla famiglia, ai tuoi ragazzi. Vedendo Isaque contro il Psv alla sua prima gara in Champions mi è tornata in mente una foto che ho sul telefono: durante un bombardamento siamo nella hall dell’hotel e lo copro con un plaid mentre cerca di dormire, come avrei fatto con i miei figli. Quell’immagine ci racconta, ci prendiamo cura gli uni degli altri».

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Qual è il suo giudizio sull’Inter di Cristian Chivu?

«Ha fatto un lavoro incredibile l’anno scorso, tornare a vincere è difficile. Specie in A, uno dei campionati più duri al mondo. L’energiache vedo in campo nell’Inter mi racconta un legame molto forte tra Chivu e i suoi, ed è una delle cose che più apprezzo di Cristian: a questo livello può dare a una squadra qualcosa in più. Questa Inter può vincere a ogni livello in cui compete. Punti deboli? Trovo irrispettoso parlarne, spero solo che riusciremo a individuare le loro vulnerabilità e approfittarne».

Che emozioni proverà affrontando Calhanoglu, con cui ha condiviso lo spogliatoio?

«Hakan per me è più di un ex compagno. È un fratello, gli voglio bene. In campo poi è eccezionale: controlla il ritmo, fa sempre la cosa giusta anche sotto pressione, è un leader. Giocare contro di lui è difficile, ma preferisco guardare al lato emotivo di questa storia: abbiamo rappresentato la Turchia ai massimi livelli e ora siamo uno di fronte all’altro».

Chi considera la favorita per vincere la Champions League?

«Psg e Bayern su tutte, il Barça può essere la sorpresa e anche l’Inter può arrivare lontano. Ma se devo sceglierne una, vorrei che vincesse l’Atletico».

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