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Leonardo Bovio, il giovane talento dell’Inter si racconta: «Umiltà e lavoro per crescere»

Dal campetto di Bellinzago Novarese ai palcoscenici internazionali con la maglia nerazzurra: il difensore classe 2008 ripercorre le tappe della sua crescita, tra idoli, emozioni e ambizioni.

Dal campetto di Bellinzago Novarese ai palcoscenici internazionali con la maglia nerazzurra: il difensore classe 2008 ripercorre le tappe della sua crescita, tra idoli, emozioni e ambizioni.

Tra i protagonisti del Matchday Programme odierno c’è anche Leonardo Bovio, giovane difensore dell’Inter classe 2008, che dopo aver svolto la preparazione estiva con la Prima Squadra si sta mettendo in evidenza con l’Under 23 nerazzurra. Un percorso in crescita, costruito attraverso il lavoro quotidiano, la passione e valori che accompagnano il calciatore fin dai primi passi sul campo.

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La sua storia calcistica comincia a Bellinzago Novarese, il paese in cui è cresciuto. «Ho iniziato a giocare in un campetto a Bellinzago Novarese, il mio paese», racconta Bovio, che conserva un ricordo speciale anche del suo primo gol, segnato quando giocava ancora a calcio a 5. «È stata una bella emozione, perché ho fatto gol con il sinistro, che è il mio piede debole».

Un episodio semplice, ma significativo, che testimonia quanto siano importanti le prime esperienze nel percorso di un giovane calciatore. Da allora, la crescita è proseguita fino all’approdo nell’ambiente nerazzurro, dove Bovio ha avuto l’opportunità di confrontarsi con giocatori di alto livello.

Da Puyol a Facchetti: gli idoli di Bovio

Quando ripensa ai suoi primi anni da appassionato di calcio, il difensore dell’Inter non ha dubbi sull’idolo che lo ha ispirato: Carles Puyol, storico capitano del Barcellona. «Da bambino mi ispiravo a Carles Puyol del Barcellona, era il mio idolo», spiega.

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Oggi, invece, il giovane nerazzurro può imparare direttamente da calciatori di grande esperienza. «Ho la fortuna di allenarmi con grandi calciatori da cui imparo tanto», sottolinea, evidenziando il valore di un ambiente che gli permette di crescere e migliorare ogni giorno.

Tra i ricordi più particolari c’è anche lo scambio di maglia con Max Dowman, giovane talento dell’Arsenal, conosciuto in occasione di Italia-Inghilterra all’Europeo Under 17 del 2025. «Tengo molto alla maglia di Max Dowman, giocatore dell’Arsenal che sta battendo tanti record. Ce la siamo scambiata dopo quella partita».

L’umiltà come punto di partenza

Se c’è una qualità che Bovio considera fondamentale per continuare a migliorare, questa è l’umiltà. Un insegnamento ricevuto fin dai primi anni di attività e rimasto un riferimento nel suo percorso sportivo.

«Da sempre penso che la qualità più importante per crescere sia l’umiltà, me l’ha insegnato il mio primo allenatore a Bellinzago», afferma il difensore.

Un principio che si accompagna al forte legame con l’Inter e con la storia del club. Quando gli viene chiesto di indicare il suo giocatore nerazzurro preferito di sempre, Bovio sceglie Giacinto Facchetti, figura simbolo della società milanese. «Il mio giocatore preferito della storia nerazzurra è Giacinto Facchetti, un esempio per tutti».

Il ricordo più bello: il gol al Colonia nel giorno del compleanno

Tra le esperienze che hanno segnato maggiormente la sua giovane carriera, un posto speciale spetta alla vittoria in trasferta contro il Colonia nei sedicesimi di finale della UEFA Youth League, nella scorsa stagione.

Una partita ricca di emozioni, con uno stadio gremito e un successo arrivato nei minuti di recupero. Per Bovio, inoltre, quella giornata ha avuto un significato ancora più particolare: oltre alla vittoria, è arrivato anche un gol personale, proprio nel giorno del suo compleanno.

«Lo stadio era pieno, abbiamo vinto nel recupero, ho segnato un gol ed era anche il mio compleanno!», ricorda con entusiasmo.

Un insieme di coincidenze che ha reso quella sfida indimenticabile e che racconta bene il percorso di un ragazzo ancora giovane, ma già protagonista di esperienze importanti.

Dai primi calci a Bellinzago Novarese agli allenamenti con la Prima Squadra, passando per le sfide internazionali e i ricordi destinati a rimanere nel tempo, Leonardo Bovio continua a costruire il proprio futuro nel calcio. Con l’umiltà come bussola, la storia nerazzurra come fonte d’ispirazione e la voglia di imparare come motore della sua crescita.

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