
Nicolò Barella parte titolare nel 3-1 dell’Italia contro la Turchia e lascia il campo al 70’: nessun tiro, ma un assist per Calafiori, due passaggi chiave, una grande occasione creata e sette contributi difensivi
Non ha bisogno di trovare la porta per incidere Nicolò Barella. Nel 3-1 dell’Italia sulla Turchia al Dall’Ara, il centrocampista dell’Inter gioca dal primo minuto nel centrocampo scelto da Roberto Mancini e lascia il terreno di gioco al 70’, sostituito da Sandro Tonali.
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La firma più evidente sulla partita arriva al 64’. Con il risultato sull’1-1 dopo il momentaneo pareggio di Aral Simsir, Barella pennella una punizione dalla destra verso il secondo palo sulla quale Riccardo Calafiori sovrasta il diretto avversario e realizza di testa il 2-1. Un assist pesantissimo, che consente all’Italia di tornare immediatamente avanti.
Le statistiche fornite raccontano però una prestazione che va oltre il singolo episodio. Barella completa 21 passaggi su 24, con una precisione dell’88%. Ancora più significativo il rendimento considerando le zone del campo: 12 passaggi riusciti su 14 nella metà avversaria (86%) e 9 su 10 nella propria. Perfetto anche sulle aperture più lunghe, con 2 lanci precisi su 2.
Il dato creativo è probabilmente quello più interessante. Oltre all’assist, il numero 18 produce due passaggi chiave e una grande occasione creata, chiudendo con 0,13 Expected Assists. Molto buona anche la precisione nei cross: due riusciti sui tre tentati. Il gol di Calafiori nasce proprio dalla qualità del suo piede sui palloni messi nell’area avversaria.
Barella non calcia mai verso la porta, ma non è quella la fotografia della sua partita. Nei suoi 40 tocchi perde il possesso solamente sei volte e trasporta complessivamente il pallone per 80,5 metri, facendo registrare dieci corse.
Interessante soprattutto il lavoro senza palla. Sono ben sette i contributi difensivi: due contrasti, due intercetti, due chiusure difensive e un tiro respinto. A questi numeri si aggiungono due recuperi. Nei duelli a terra ne vince tre su sei, subisce un fallo e ne commette uno.
Una prova completa, dunque. Meno appariscente sotto il profilo offensivo rispetto ad altre serate, ma estremamente funzionale. Barella chiude senza gol e senza tiri, ma con ciò che conta maggiormente: qualità nella gestione, lavoro difensivo e l’assist che rimette l’Italia davanti nel momento più delicato della partita.