Antonello torna a parlare della sua esperienza all'Inter
Hanno Detto

Antonello riavvolge il nastro: «Orgoglioso di aver lasciato l’Inter al top, è mancata solo la Champions. Sul calcio italiano dico questo»

Alessandro Antonello, ex CEO Corporate nerazzurro, traccia un bilancio del suo percorso a Milano a margine dell’evento del Golden Boy

A margine della presentazione dei 25 finalisti dell’European Golden Boy tenutasi a Venezia, l’ex Chief Executive Officer Corporate dell’Inter Alessandro Antonello – fresco di conclusione dell’esperienza in Ligue 1 al Marsiglia – ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TMW per riflettere sugli anni trascorsi in nerazzurro e sulla crescita del club.

SULL’ESPERIENZA AL MARSIGLIA – «Le esperienze sono sempre positive, è bello l’aver affrontato un campionato diverso e un paese che sforna giocatori e giovani talenti, ho vissuto di persona come la Francia ha organizzato i centri di formazione giovanili, è stato estremamente importante e magari il calcio italiano ha bisogno di ispirarsi a questo per le riforme sul calcio giovanile».

SULLE DIFFICOLTA’ DEL CALCIO ITALIANO – «Adesso le attenzioni sono sulla parte politica, serve risolvere la questione istituzionale ma bisogna muoversi velocemente, non possiamo più aspettare. I giovani devono potersi esprimere nel nostro calcio ed i club hanno bisogno di organizzarsi, non solo con infrastrutture ma anche con i tecnici».

SULLE POSSIBILI SOLUZIONI – «Le attenzioni intanto vanno sulle infrastrutture e l’Europeo ci sta dando un’opportunità enorme per migliorarle, perché senza è difficile impostare programmi. Poi bisogna dare la possibilità ai giovani talenti di potersi esprimere, non è semplice perché il risultato sportivo a breve spesso in Italia sacrifica la visione a medio lungo periodo. In Francia non c’è alcun timore nel dare spazio ai giovani, che infatti poi emergono e magari vanno in Premier League. Noi dobbiamo muoverci in questo senso».

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SULL’ESPERIENZA ALL’INTER – «Un’esperienza molto importante, siamo partiti da un momento di difficoltà del club, l’abbiamo ricostruito dentro e fuori dal campo. Il settore giovanile è una delle punte di diamante del club, sono orgoglioso di aver lavorato con Marotta. Sono orgoglioso di aver lasciato l’Inter a competere ai massimi livelli europei, questo dà soddisfazione. Purtroppo è mancata la Champions ma ci auguriamo che nel futuro possa arrivare».

SUL FUTURO DELL’INTER – «La struttura c’è, la squadra c’è, l’ossatura c’è, ma competere in Europa è sempre molto difficile. Per i tifosi però è un sogno che deve essere alimentato, poi vedremo come risponderanno i risultati sul campo».

SUL FUTURO DELL’INTER – «La struttura c’è, la squadra c’è, l’ossatura c’è, ma competere in Europa è sempre molto difficile. Per i tifosi però è un sogno che deve essere alimentato, poi vedremo come risponderanno i risultati sul campo».

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