I motivi per i quali l'Inter non ha affondato per Gila
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Non è Gila ad aver rifiutato l’Inter, ma il contrario. Ecco i motivi del mancato arrivo in nerazzurro del difensore del Milan

Le dichiarazioni del difensore dal Festival dello Sport e le reali motivazioni dietro la scelta dei nerazzurri: ecco perché l’Inter non ha voluto Gila

Nel corso del suo intervento al Festival dello Sport di Trento, il difensore spagnolo Mario Gila, trasferitosi dalla Lazio al Milan in estate, ha rilasciato importanti affermazioni circa il presunto interesse nerazzurro: «Su di me c’era l’Inter: negli ultimi anni il Milan non è stato ad un livello simile ad Inter o Napoli magari. Ma aiutare una squadra a tornare a vincere qualcosa la soddisfazione è più bella ancora. Una cosa importante per la mia scelta». Tuttavia, la ricostruzione fornita da La Gazzetta dello Sport analizza una realtà differente, spiegando i motivi concreti che hanno spinto la dirigenza di Viale della Liberazione a ritirarsi dalla corsa.

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In primo luogo, l’Inter vantava già un’ampia abbondanza nel proprio reparto arretrato. Le presenze di Bisseck, Akanji, Bastoni, Carlos Augusto, unite al ritorno di Pavard e all’ingaggio a parametro zero di Stones, garantivano la massima copertura. Questa strategia ha permesso alla società di dirottare le risorse economiche verso altre zone del campo considerate prioritarie: si pensi all’investimento da circa 30 milioni sulla corsia di destra per Spence, alla priorità Jones (richiesta espressa dal tecnico Cristian Chivu per il centrocampo), al contro-riscatto di Aleksandar Stankovic, al riscatto di Akanji e all’arrivo di Provedel come secondo portiere.

I fattori economici e le valutazioni di mercato del club nerazzurro

Oltre alla completezza dell’organico, a frenare il club nerazzurro sono state le pretese economiche del presidente laziale Lotito. Il Milan ha poi concretizzato l’acquisto per circa 30 milioni di euro, ma l’Inter ha ritenuto eccessiva tale valutazione per un calciatore a un anno dalla scadenza contrattuale, rifiutandosi di stanziare un budget simile per un profilo che si sarebbe potuto svincolare a zero pochi mesi dopo.

Inoltre, la vera priorità per la difesa nerazzurra era rappresentata da Chalobah (successivamente accasatosi al Como). Nel caso di Jones, l’operazione a cifre rilevanti è stata portata avanti per accontentare la forte volontà del tecnico Cristian Chivu, che considerava l’inglese l’obiettivo primario per il proprio centrocampo. Per Mario Gila, dunque, non vi erano le condizioni né strategiche né finanziarie per affondare il colpo.

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