
Aldo Serena ha analizzato su Sky Sport la prima giornata della competizione, promovendo le scelte di mercato dei club
Alla vigilia della prima giornata della nuova edizione di Champions League, dagli studi di Sky Sport Aldo Serena ha espresso il proprio giudizio sulle prospettive delle formazioni italiane e sulle favorite per il titolo europeo. Tra le grandi protagoniste c’è senz’altro l’Inter, impegnata nella suggestiva sfida contro il Real Madrid guidato dall’ex José Mourinho, ma l’attenzione del noto opinionista si è posata anche sulle possibilità delle altre compagini e sui diversi profili di leadership in panchina.
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Le favorite per la Champions e la fiducia nei nerazzurri
Nel tracciare il quadro delle potenziali sorprese e delle candidate al successo finale, Serena ha incoronato il percorso potenziale della formazione milanese e indicato i pericoli principali della competizione:
«Come sorpresa spero tanto in una delle nostre e dico Como perché è un progetto ambizioso, con ragazzi giovani, Fabregas ha qualcosa in più degli altri e spero possa far vedere le sue qualità. L’Inter ha tutto per arrivare tra le prime 4, quindi dico semifinale, la Roma potrebbe essere una mina vagante mentre per il Napoli sarà un po’ dura. Il Bayern Monaco è stato sfortunato, potrebbe essere risarcito dalla fortuna quest’anno, il PSG è partito male ma ha giocatori fantastici, il Real Madrid e l’Arsenal sono fortissimi».
Il confronto tra Chivu e Mourinho: le scelte perfette dei presidenti
Interpellato su chi preferirebbe sulla panchina tra l’attuale tecnico nerazzurro Cristian Chivu e il grande ex Mourinho, Serena ha promosso a pieno voti l’operato delle rispettive dirigenze per la gestione del momento storico dei club:
«La scelta dei rispettivi presidenti è stata fatta con lo stesso criterio che avrei pensato io. Quando il Real Madrid si è reso conto di avere in rosa personalità complesse e spinose, aveva bisogno di un allenatore che mettesse briglie a loro e regalasse ai tifosi una squadra addomesticata e in questo caso Mourinho è il numero 1. Per chi invece deve costruire o amalgamare una squadra giovane o rimetterla in sesto come lo era l’Inter, Chivu era il profilo giusto anche se è andato oltre anche le mie aspettative per uno giovane senza esperienza ad alto livello. I due rispettivi presidenti hanno fatto le scelte opportune in rapporto al momento storico di entrambe le squadre».