
Inter-Napoli 3-2, il possibile fallo di mano di Lobotka alimenta nuove polemiche arbitrali: il successo nerazzurro non può chiudere la discussione
L’Inter ha vinto, ha rimontato due gol al Napoli e ha trasformato una serata complicatissima in una dimostrazione di carattere. Il 3-2 firmato da Lautaro Martinez nel recupero, però, non dovrebbe far passare in cavalleria quanto accaduto all’inizio della ripresa, pochi istanti prima del vantaggio azzurro.
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Al 49’, Nicolò Barella ha anticipato Stanislav Lobotka all’interno dell’area di rigore. Il pallone si è impennato e il centrocampista del Napoli è intervenuto con il braccio molto largo. L’Inter ha reclamato immediatamente il calcio di rigore, ma l’arbitro Simone Sozza ha lasciato proseguire e dalla sala VAR non è arrivato il richiamo per una revisione al monitor.
Le immagini disponibili non permettono di certificare in modo incontrovertibile il contatto tra il pallone e il braccio. Anche l’ex arbitro Luca Marelli ha sostenuto che, osservando la rotazione e la traiettoria della sfera, non si potrebbe confermare il tocco. Altre ricostruzioni, invece, hanno sottolineato la posizione larghissima e potenzialmente punibile del braccio di Lobotka.
Inter-Napoli, il silenzio del VAR lascia troppi dubbi
Il punto, dunque, non riguarda soltanto la decisione finale. Un episodio così delicato, con un braccio chiaramente distante dal corpo e all’interno dell’area, avrebbe meritato una verifica trasparente e approfondita. Se il pallone ha effettivamente colpito il braccio, il movimento appariva punibile e l’Inter avrebbe subito un torto arbitrale grave. Se, invece, il contatto non c’è stato, sarebbe opportuno poterlo dimostrare attraverso un’immagine risolutiva o la successiva diffusione dell’audio VAR.
La vittoria non modifica la sostanza della discussione. Gli errori arbitrali non diventano meno importanti soltanto perché la squadra penalizzata riesce comunque a conquistare i tre punti. Valutare gli episodi in base al risultato finale è uno dei meccanismi più pericolosi del racconto calcistico: se Lautaro non avesse segnato al 91’, oggi il caso Lobotka avrebbe inevitabilmente occupato uno spazio molto più ampio.
Inter-Napoli e gli echi del precedente Bisseck
Nell’ambiente interista tornano inevitabilmente alla mente le polemiche della stagione 2024/25. Il precedente è quello del contatto tra Evan Ndicka e Yann Bisseck durante Inter-Roma del 27 aprile 2025: fu il difensore giallorosso a trattenere Bisseck in area, non il contrario. Il rigore non venne assegnato e la Roma vinse 1-0 una partita pesantissima nella corsa Scudetto.
Secondo quanto riportato successivamente per i vertici della CAN quell’intervento era da calcio di rigore. La mancata concessione del penalty e la gestione dell’audio VAR hanno lasciato strascichi mai completamente cancellati.
Non significa che i due episodi siano tecnicamente identici. Significa, però, che la mancanza di chiarezza alimenta inevitabilmente sospetti e sfiducia. Il VAR dovrebbe ridurre le zone grigie, soprattutto quando esistono immagini utili a valutare un potenziale fallo da rigore.
L’Inter ha avuto la forza di rimediare sul campo, ma questo non assolve automaticamente la squadra arbitrale. La rimonta va celebrata; l’episodio di Lobotka, invece, deve essere analizzato fino in fondo. Perché una vittoria può cambiare la classifica, non la gravità di un eventuale errore.