
Alvino tuona contro i complessi d’inferiorità alla vigilia della sfida di San Siro e difende la rosa azzurra: «Questo gruppo è fatto per vincere»
Carlo Alvino ha lanciato un messaggio deciso nel corso del suo editoriale ‘Dillo ad Alvino’, puntando il dito contro il clima di pessimismo che circonda il Napoli alla vigilia della sfida contro l’Inter. La squadra azzurra arriva al match dopo la sconfitta rimediata contro il Como nell’ultimo turno di campionato.
«Sono personalmente stanco del disfattismo strisciante che sento in giro in vista di domani», ha affermato il giornalista, rivolgendosi senza filtri a chi considera la partita del Meazza già segnata e gli azzurri sfavoriti d’obbligo.
La carica per San Siro e la fiducia in Allegri
Il commentatore ha invitato tutto l’ambiente a sostenere la squadra senza freni inibitori, esortando i critici più scettici a fare un passo indietro immediato.
«A tutti i professionisti del pianto, a chi ha già deciso che contro l’Inter partiamo battuti, dico una sola cosa: fate un passi indietro. Questo Napoli non ha bisogno di un ambiente col freno a mano tirato. Domani a San Siro si va con la voglia di stupire, con la voglia di vincere».
LEGGI ANCHE: Le ultimissime di casa Inter
Un passaggio chiave dell’intervento riguarda la guida tecnica e l’esperienza dell’allenatore in panchina, indicato come l’uomo ideale per imbrigliare la formazione nerazzurra guidata da Cristian Chivu.
«In panchina abbiamo Massimiliano Allegri, un maestro assoluto che ha la vittoria nel suo DNA e sa esattamente come si incartano gli avversari in queste partite. Andatevi a vedere i precedenti dell’anno scorso».
Infine, Alvino ha respinto con forza ogni tentativo di ridimensionare il valore complessivo della rosa a disposizione.
«Smettiamola di sminuire questo gruppo, è una cosa che non si può più sentire. Smettiamola di sminuire la forza di questo gruppo. La rosa del Napoli è un concentrato di forza, di fame che c’è ancora e di mentalità. È stata costruita per competere ai massimi livelli e non avere paura di nessuno in Italia e, perché no, anche in Europa. Basta con i complessi di inferiorità. Chi vuole tremare lo faccia sul divano, resti lì a casa, in silenzio, senza diffondere questo pessimismo».