Borghi sul mercato nerazzurro: «Quinta punta? È una follia!»
Hanno Detto

Borghi sul mercato nerazzurro: «Quinta punta? È una follia! Ho un solo dubbio sull’Inter. Jones è quello che mancava»

Il giudizio del giornalista Stefano Borghi su entrate, retroguardia e la nuova abbondanza nel mezzo

Intervenuto alla trasmissione Le Foot Toujours, il giornalista e telecronista Stefano Borghi ha analizzato a fondo le mosse di mercato dell’Inter. Tra il ruolo dei giovani in rosa, le gerarchie in porta, il peso delle corsie esterne e la qualità di Curtis Jones nel centrocampo di Cristian Chivu, ecco tutte le sue dichiarazioni suddivise per argomento.

QUINTA PUNTA E GIOVANI – «Quinta punta? È una follia, poi parliamo di fiducia ai giovani. Adesso l’Inter deve prendere una quinta punta. C’è Idrissou, c’è Lavelli, perché prendere una quinta punta?».

GERARCHIE IN PORTA – «L’unico aspetto su cui non sono sicuro è il portiere, vediamo. Per me Provedel è un backup intelligente perché è un portiere d’esperienza, un portiere che arriva con la mentalità giusta. Aspetto che Martinez mi dimostri di poter essere il titolare affidabile. Questo non ne sono convinto».

CORSIE ESTERNE ED EVOLUZIONE – «Per il resto, ripeto, Palestra è a un livello diverso rispetto a Spence o Khalaili. Soprattutto per il modo di giocare dell’Inter, che avrà delle evoluzioni. Né Palestra né Khalaili né Spence portano i gol, portano la presenza, il peso che ha Dumfries nel gioco dell’Inter. Ma Chivu secondo me non è così preoccupato dal poter mettere qualche dinamica nuova».

CURTIS JONES E IL CENTROCAMPO – «Lui vuole fin da subito un giocatore come Curtis Jones, che è un giocatore che ti porta qualcosa di diverso. Sono molto curioso di vedere Curtis Jones perché è finalmente quel giocatore che ti crea una superiorità numerica. Non ha il dribbling dell’ala, il dribbling da uno contro uno; lui ha il dribbling da conduzione, che è quello che mancava nel centrocampo dell’Inter. Sette potenziali titolari, sette giocatori con caratteristiche tutte diverse, sette dove il settimo può essere anche il primo nella gerarchia».

L’IMPATTO CON LA SERIE A – «L’unica cosa di Curtis Jones: bisogna vedere nel calcio italiano, perché quel giocatore lì in quella zona lì di campo fa questo tipo di differenza. Ma quella zona lì di campo in Italia è una palude. Ci sono gli spazi minori del calcio mondiale. Sfida per lui. Ma l’Inter cosa doveva fare di più?».

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