Inter Primavera, 8 giornate a Taho e il paragone con Tomsa
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Inter Primavera, la squalifica per 8 giornate di Taho impone una riflessione: i precedenti stagionali determinano la linea dura del giudice sportivo. L’approfondimento

Inter Primavera, le 8 giornate di squalifica rifilate al portiere Taho e il commento di Carbone: il giudice sportivo, visti i precedenti, preferisce la mano pesante per il nerazzurro. L’analisi approfondita e comparata al caso Tomsa

Vedere una punizione così dura in un campionato giovanile fa sempre notizia, ebbene anche in questo caso è successo: il portiere classe 2007 dell’Inter Primavera, Alain Taho, è stato espulso dal direttore di gara designato nella prima sfida del playoff fra i nerazzurri e il Cesena. Ma cosa è successo per l’esattezza? Per chi si fosse perso l’episodio, ecco di seguito un breve recap utile per ricostruire l’accaduto e definire un contesto. Al 33esimo del secondo tempo della sfida fra Cesena ed Inter, i romagnoli trovano il gol della rimonta sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

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Taho, visibilmente ostacolato nella situazione, corre furiosamente dal direttore di gara per spiegargli la sua posizione ma il Signor Dini di Città di Castello non solo è irremovibile ma, dopo essere stato toccato dallo stesso portiere nerazzurro, decide di estrarre il cartellino rosso lasciando così l’Inter in inferiorità numerica per il finale di gara. Doppia beffa quindi per i ragazzi di Carbone, poi rimasti sconfitti nel punteggio finale. Lo stesso allenatore dell’Inter Primavera non ha esitato nel post gara a commentare con molta amarezza il fatto, mostrando la massima ingiustizia e la mancata comunicazione fra arbitro e collaboratori. Una decisione che ha inevitabilmente direzionato il prosieguo della partita.

Il comunicato ufficiale del giudice sportivo, maxi squalifica per Taho

Dopo i fatti di Cesena è arrivata anche la decisone ufficiale del Giudice Sportivo che ha preferito mantenere la linea dura già utilizzata, purtroppo, nel corso della stagione per qualcosa di simile. Ecco di seguito il comunicato ufficiale e qualche considerazione in merito.

TAHO Alain (Inter): per avere, al 35° del secondo tempo, contestato una decisione arbitrale correndo verso il Direttore di gara fino ad urtarlo con il petto all’altezza della spalla e proferendo, nei confronti del medesimo, espressioni ingiuriose.

Da quanto emerge dalla descrizione che l’arbitro ha segnato sul referto, Taho, oltre ad essersi scontrato con l’ufficiale di gara, quasi in atteggiamento di sfida, avrebbe anche pronunciato parole non al miele per lo stesso: un’aggiunta che senza dubbio non ha fatto piacere al Signor Dini ed ha aumentato la mano pesante del Giudice Sportivo in merito alla decisione sulla squalifica. Chiaramente, visti dall’esterno, 8 turni di squalifica sono decisamente tanti ma tutto sta nel capire cosa effettivamente abbia scritto l’arbitro sul referto. Poi i precedenti stagionali del Campionato Primavera indicano una linea ben precisa.

Il caso Tomsa fa da esempio: l’educazione dei ragazzi nelle categorie giovanili è fondamentale

Una situazione simile a quanto accaduto a Taho è già avvenuta nella corrente stagione sportiva 2025/26: è il caso di Tomsa, centrocampista del Sassuolo espulso in occasione della partita dei neroverdi contro il Napoli in campionato. Prima di scendere nel particolare, un po’ di contesto per garantire il paragone fra i due episodi più controversi del campionato Primavera 1 nell’ultimo anno. Al minuto 63 del secondo tempo, sul punteggio di 3-2 in favore dei partenopei, Tomsa viene espulso per un fallo di gioco. il calciatore rumeno, stupito dalla decisione presa nei suoi confronti, prima si dirige verso gli spogliatoi salvo poi fare marcia indietro ed affrontare rabbiosamente l’arbitro.

Dopo aver trattenuto per qualche secondo la maglia del direttore di gara Mattia Maresca di Napoli e pronunciato qualche parola di troppo, il giocatore è stato allontanato dal campo da alcuni avversari e compagni, costretto ad avviarsi visibilmente furioso verso gli spogliatoi. Per lui è arrivata una punizione magistrale da parte del Giudice Sportivo, che in un primo momento aveva disposto una squalifica fino al 31 dicembre del 2026 ma poi, a seguito del reclamo del Sassuolo, la Corte sportiva d’Appello ha ridotto la sua esclusione dai campi fino al 30 settembre del 2026. Un taglio di tre mesi rispetto alla prima decisione della Giustizia Sportiva.

Punizioni severissime, i giovani sbagliano e gli arbitri pure: serve più comunicazione anche nei momenti concitati delle partite

Dare a ragazzi giovani punizioni del genere fa sempre discutere, fra chi pensa che siano eccessivamente severe e chi invece addirittura troppo leggere viste le situazioni in cui sono risultati protagonisti in negativo. Come sempre la verità sta nel mezzo, occorre senza dubbio evitare qualsiasi episodio di violenza all’interno del rettangolo verde e per far sì che certe scene scompaiano dai campi, necessariamente intervengono maxi squalifiche. Per quanto il focus debba restare sulla gravità dell’accaduto, resta il contesto evitabile.

La mancata comunicazione arbitro-assistente nell’occasione del gol concesso al Cesena è in questo senso fattuale: portiere evidentemente ostacolato, gol subito ma nato da un fallo, proteste veementi, espulsione diretta. Tutto seguito da una squalifica che metterà probabilmente fine al rapporto di Taho con l’Inter Primavera, quantomeno nella prima parte di stagione, perché nel prossimo campionato il ragazzo raggiungerà l’età massima per giocare. Non potrà scendere in campo né con l’Under 23 e né con la Prima Squadra fino a che non terminerà il periodo di allontanamento dalle gare ufficiali: insomma una bella botta che potrebbe incidere sulla sua carriera, in un momento oltretutto cruciale del percorso.

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