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Bastoni al MatchDay Programme: «Importante mantenere un equilibrio. L’Inter sempre importante nella mia vita»

Bastoni ha parlato al MatchDay Programme della sfida col Parma: dall’equilibrio alla famiglia, fino al rapporto con Cristian Chivu, queste le sue parole
Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter, si è raccontato ai microfoni del MatchDay Programme della sfida contro il Parma. Il centrale nerazzurro ha parlato del suo percorso, del legame con il club, della crescita vissuta in questi anni e dell’impatto avuto da Cristian Chivu nella sua stagione in quello che è il periodo nerazzurro più difficile vissuto dal difensore ora accostato anche al Barcellona.
LA LEZIONE PIÙ IMPORTANTE – «Penso che sia importante mantenere equilibrio in ogni situazione, senza esaltarsi troppo quando si vince e senza abbattersi quando si perde. Nel calcio bisogna sempre rinnovarsi per rimanere continui e dimostrare di essere all’altezza, ma il bello è che c’è sempre una possibilità di riscatto. Penso anche che il calcio sia importante nella mia vita, ma ho imparato a dargli il giusto peso: ci sono cose che contano di più, come la famiglia. Questo da sempre mi ha aiutato a non sentire troppo la pressione, soprattutto quando avevo iniziato da poco».
IL LEGAME CON L’INTER – «Da sempre questo Club è stato importante nella mia vita: sono cresciuto in una famiglia nerazzurra e quando ho compiuto tre anni mio papà mi ha regalato una maglia dell’Inter con il mio nome, la prima che ho mai ricevuto. Adesso sono arrivato alla mia settima stagione qui, sono uno dei più “anziani”: sono fiero del percorso fatto, essere migliorato ogni anno mi rende orgoglioso».
BARELLA E CHIVU – «Vorrei avere la stessa energia di Barella: è incredibile, non si ferma mai, riesce a correre di continuo senza prendersi un attimo di respiro. Il Mister è stata una bellissima scoperta: forse il mio ruolo è un pochino diverso da quello in cui giocava lui, ma sono sicuro che l’avrebbe interpretato al meglio. Per questo sto sempre molto attento a ogni cosa che mi dice, anche dal punto di vista umano: è come se fosse uno di noi».
LE SENSAZIONI IN CAMPO – «Prima di giocare sento ancora l’adrenalina e un po’ di quell’ansia positiva, di chi vuole fare bene: finché c’è la passione ci sarà sempre. Poi quando inizia la partita subentrano equilibrio e concentrazione, mentre alla fine rimane solo l’orgoglio di vedere tantissima gente esultare in caso di vittoria».
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