Hanno Detto
Luis Henrique si racconta: «Ansioso per lo scudetto, vincere col Parma sarebbe speciale»

Luis Henrique punta la sfida tricolore: l’esterno nerazzurro si racconta in una lunga intervista svelando il suo rapporto con l’Inter
L’attesa per la sfida tra Inter e Parma sta raggiungendo il suo apice e in casa nerazzurra la tensione è palpabile. Uno dei protagonisti più attesi è senza dubbio Luis Henrique, che ha analizzato il momento magico della squadra a un passo dal traguardo matematico. Il brasiliano ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro svolto da Cristian Chivu, capace di trasformare un gruppo ferito dai risultati della passata stagione in una macchina da guerra pronta a cucirsi la stella sul petto.
Il percorso di Luis Henrique in questa stagione è stato un crescendo di prestazioni, merito anche di un’evoluzione tattica che lo ha visto protagonista su tutta la fascia. In vista del match di domenica, l’esterno ha espresso tutta la sua carica emotiva, evidenziando come la conquista del titolo nazionale rappresenterebbe il punto più alto della sua carriera in Europa. La squadra è pronta a dare una risposta definitiva ai propri tifosi, chiudendo i conti proprio davanti al pubblico di San Siro.
Di seguito, le dichiarazioni di Luis Henrique:
L’ATTESA PER IL TITOLO E IL PARMA – «Per me è un motivo di grande ansia. Può essere il primo titolo importante della mia carriera, un titolo nazionale in Europa. Sono molto ansioso ma anche molto felice. Vedo che anche il gruppo ha questa aspettativa, tutti molto coinvolti. Arrivando alla fine e vedendo che possiamo conquistare due titoli, è molto gratificante per il lavoro fatto, per l’unione del gruppo e con il nuovo allenatore».
IL RAPPORTO CON CRISTIAN CHIVU – «Credo che molto abbia a che fare con il mister. È arrivato e ha saputo fare un grande lavoro per rialzare il morale di tutti e lasciarsi alle spalle la tristezza. Sapevamo che sarebbe stato un anno di duro lavoro per cambiare il passato. È riuscito a mettere tutto in pratica e i risultati si vedono».
LA METAMORFOSI COME ESTERNO – «Come esterno sto crescendo sempre di più, perché è una posizione nuova per me. È un apprendimento quotidiano, soprattutto nella fase difensiva. Sono sempre stato più portato ad attaccare, mentre in questo ruolo devi correre di più e aiutare anche dietro. Mi sono adattato bene e sono felice per la fiducia dell’allenatore. La trasformazione è iniziata a Marsiglia con De Zerbi, mi disse che avevo il fisico per coprire tutta la fascia. All’Inter partecipo di più alla costruzione».
IL SOGNO DELLA NAZIONALE E IL FUTURO – «Sogno la nazionale brasiliana, sono in un club che dà grande visibilità. Dipende da quello che faccio in campo, più ruoli riesco a coprire bene, più posso essere visto in modo diverso. In futuro mi piacerebbe tornare a giocare in Brasile, ma non a fine carriera solo per trascinarmi. Voglio tornare ancora in buone condizioni per poter aiutare davvero e vincere un’altra Libertadores».
DAL BRASILE ALLO SCUDETTO – «Sono molto ansioso. Ho saltato l’ultima partita per un piccolo infortunio, ma spero di tornare presto. Scherzo con gli amici dicendo che ero campione nei tornei scolastici della mia città nella Paraíba, e ora poter vincere un campionato italiano sarebbe qualcosa di speciale per me e per la mia famiglia».