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Luis Henrique e la metamorfosi tattica: «Sto imparando a difendere»

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Luis Henrique ha trovato la sua dimensione a Milano grazie a un intenso lavoro di adattamento tattico: la sua intervista ai microfoni di Estadao

Dopo un avvio complesso, l’infortunio occorso a Denzel Dumfries, il potente laterale olandese di spinta, ha spalancato le porte della titolarità all’ex talento del Botafogo Luis Henrique. Il calciatore verdeoro sembra aver assimilato i dettami dei campioni d’Italia, diventando un elemento prezioso. In un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di Estadao, il calciatore ha ripercorso i suoi primi mesi all’ombra del Duomo, il rapporto con il padre-allenatore e l’accoglienza ricevuta dai nuovi compagni, tra cui spicca il capitano Lautaro Martinez, il prolifico centravanti argentino e leader carismatico del gruppo.

Le dichiarazioni di Luis Henrique a Estadao

ADATTAMENTO TATTICO – «È un ruolo al quale mi sto adattando, richiede anche molta fase difensiva. Sto imparando ogni giorno a gestire marcature e pressione, ma credo di cavarmela bene. Sono stati sei mesi di lavoro intenso. All’inizio giocavo a sprazzi, entravo per pochi minuti, poi sono riuscito a trovare continuità. Sono molto felice, mi sento sempre più libero in campo. E penso che questo mi porterà al livello più alto del calcio».

PADRE MENTORE – «Mi ha allenato fino a quando sono andato via di casa. Se devo dire chi è stato l’allenatore più severo che ho avuto, è ancora lui. È quello che mi chiede sempre di più. Ma mi piace così. Anche quando gioco bene, trova qualcosa su cui farmi crescere. E questo mi aiuta tantissimo. Finita la partita, prendo il telefono e trovo il suo messaggio: si congratula, ma allo stesso tempo mi chiede di più. Mi insiste molto sul fatto di attaccare l’area. È stato il mio primo allenatore e lo sarà per tutta la vita».

PASSATO EUROPEO – «Il mio primo approdo in Europa risale ai 18 anni, all’Olympique Marsiglia. È stato un adattamento duro: ero molto giovane, senza altri brasiliani in squadra. All’epoca lo staff era portoghese e questo mi ha aiutato. Quando sono tornato al Botafogo, la squadra di Rio de Janeiro, è stato bellissimo. Il 2023 doveva essere un anno magico: il primo turno fu impeccabile. Ancora oggi nessuno sa spiegare cosa sia successo dopo. A volte rivedo i video del 2024, quando hanno vinto il titolo, e penso: forse doveva andare così».

INTEGRAZIONE SPOGLIATOIO – «Appena arrivato, Carlos Augusto, l’esterno mancino brasiliano ex Monza, mi ha accolto benissimo, mi ha fatto conoscere il club e si è sempre preoccupato per me. È stato fondamentale per ambientarmi. Mi hanno accolto alla grande. Lautaro Martinez è stato uno dei primi a scrivermi quando ho firmato. Con i francesi mi trovo bene: sono almeno otto a parlare francese e con loro passo molto tempo. Marcus Thuram, il dinamico attaccante della nazionale francese, Ange-Yoan Bonny, il giovane centravanti ex Parma, e Andy Diouf, il centrocampista transalpino di grande prospettiva, oltre a Carlos, sono molto presenti nella mia quotidianità».

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