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Padovan su Allegri: «Il principio del “primo non prenderle” e che si affida alle prodezze del suo portiere»

Padovan analizza la vittoria del Milan e il gioco di Allegri dimostrato sul manto erboso di San Siro contro i nerazzurri di Cristian Chivu
Il noto giornalista Giancarlo Padovan, in un editoriale sul Messaggero Veneto, ha commentato la vittoria del Milan nel derby contro l’Inter, parlando dello stile di gioco dei rossoneri e della filosofia di Massimiliano Allegri. Secondo Padovan, Allegri incarna il “calcio anni sessanta”, un tipo di gioco che si basa sulla difesa solida e sul contropiede. Il giornalista ha anche sottolineato come il tecnico livornese adotti il principio del «primo non prenderle» e affidi spesso i successi alle prodezze del suo portiere.
SUL CALCIO DI ALLEGRI – «Allegri è l’ultimo depositario di difesa e contropiede. Un tecnico che adotta il principio del “primo non prenderle” e che si affida alle prodezze del suo portiere».
In questa ennesima sfida Inter Milan, Mike Maignan è stato protagonista assoluto, con il portiere francese che ha parato un rigore a Hakan Calhanoglu, solitamente infallibile, e in altre occasioni è stato salvato dai legni. Secondo Padovan, nonostante l’Inter avesse meritato la vittoria per il numero di occasioni create, la sfortuna ha giocato un ruolo decisivo. Tuttavia, il giornalista ha identificato una colpa che va oltre la sfortuna: avere un portiere, lo svizzero Yann Sommer, che non è stato determinante e decisivo come Maignan.
SUL DERBY – «L’Inter avrebbe dovuto vincere per mole di gioco e occasioni create, ma è stata beffata. Il portiere svizzero Sommer non è stato determinante come il francese Maignan».
La vittoria del Milan permette ai rossoneri di salire al secondo posto in classifica, mentre l’Inter, con il quarto stop stagionale, scivola al quarto posto. Un risultato che Padovan definisce sorprendente, data la disparità di occasioni create dalle due squadre.
SUL RISULTATO – «Incredibile da credere, dato la disparità di occasioni».