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Zazzaroni critica gli arbitri: «Rocchi mai si era sbilanciato pubblicamente sui suoi, ora invece…»

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Zazzaroni analizza il tema arbitrale dopo gli episodi controversi di Serie A e le ammissioni del designatore Rocchi

Il tema arbitrale torna al centro del dibattito in Serie A, soprattutto dopo gli episodi della quarta giornata, e che fortunatamente non hanno coinvolto l’Inter, che hanno diviso tifosi, giocatori e addetti ai lavori. Ivan Zazzaroni, intervenendo sul Corriere dello Sport, ha commentato la situazione, soffermandosi sulla figura del designatore Gianluca Rocchi e sul tentativo dell’AIA di adottare maggiore trasparenza.

TRASPARENZASul concetto di glasnost e la novità in AIA: «Glasnost significa trasparenza, un termine che riporta alla perestrojka e a Gorbaciov, ma anche a un’apprezzabile qualità che il mondo arbitrale non ha mai coltivato. Chiusura totale, protezione assoluta della “casta” e dei suoi membri: questa è stata per oltre un secolo l’indicazione dei vertici.»

OPEN VARSulla tecnologia e le ammissioni di Rocchi: «Da qualche tempo a questa parte però l’incidenza della tecnologia e le continue sollecitazioni dei media hanno costretto l’AIA a tentare qualcosa di diverso proprio sul piano della trasparenza: non mi riferisco tanto alle recenti spiegazioni live delle decisioni del Var, quanto a Open Var, il programma di Dazn dal quale stanno uscendo cose molto interessanti. Tipo le ammissioni del designatore Rocchi che ieri ha dato chiaramente ragione a Tudor sui due episodi di Verona-Juve: il rigore contro e il mancato rosso a **Orban».

RocchiSul comportamento del designatore: *«Rocchi, che è persona sensibile e perbene (ne ho le prove), è sempre stato fedele alla “patria” e mai si era sbilanciato al punto da sfondare pubblicamente due dei suoi. E allora perché l’ha fatto? Per eccesso – o urgenza – di glasnost? Conoscendo gli arbitri e le loro dinamiche politiche, ho la sensazione che all’interno dell’AIA, che ha un nuovo presidente e sta investendo su un ex particolarmente ambizioso e ingombrante, quale è Daniele Orsato, si stiano verificando forti turbolenze capaci di minare ulteriormente la serenità dei vari Colombo e *Chiffi».

CRITICITÀSulle dinamiche interne e i possibili effetti: «Gli arbitri non sono portati alle novità e quando queste diventano addirittura troppe e tutte in una volta, rischiano di andare in tilt. Spero di sbagliarmi. Ma l’ultima volta che l’ho fatto (sugli arbitri) mio figlio aveva 10 anni e oggi ne ha 35».

Le osservazioni di Zazzaroni evidenziano come la combinazione tra pressione mediatica, innovazioni tecnologiche e dinamiche interne all’AIA stia cambiando il modo di gestire la categoria arbitrale, con il designatore Rocchi protagonista di un’apertura senza precedenti verso la trasparenza.

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