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Hanno Detto

Visnadi e il paradosso Scudetto: l’Inter allunga tra veleni, polemiche e silenzi

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Visnadi, sulle colone del Giornale, parla così dell’Inter dopo la sconfitta del Milan per mano della Lazio: ecco le sue parole

In un weekend che sembrava poter riaprire i giochi, l’Inter di Cristian Chivu si ritrova paradossalmente più forte di prima. Nonostante il pareggio interno contro l’Atalanta, la contemporanea caduta del Milan all’Olimpico permette ai nerazzurri di portare il vantaggio a 8 lunghezze. Gianni Visnadi, sulle pagine del Giornale, analizza questo scenario inaspettato: «Tutto come prima, anzi: meglio di prima per l’Inter, perché guadagna un punto e c’è da giocare una partita in meno. Chivu, un po’ meno zen di come è apparso per 9 mesi, ammortizza la frenata con l’Atalanta, ma sa che oggi la sua squadra cammina e non vola, zavorrata da uno zaino di polemiche. E non solo da quelle».

Visnadi, arbitri e sospetti: il “clima vendetta” dopo il caso Bastoni

Il focus si sposta inevitabilmente sulla direzione di gara di Manganiello e sulla gestione del VAR Gariglio, rei di non aver sanzionato un contatto solare in area bergamasca: «C’è una società furiosa con l’arbitro Manganiello, col Var Gariglio, col loro capo Rocchi, con l’Aia tutta, col mondo intero. […] Come quello di Scalvini su Frattesi è stato giudicato punibile dai vertici arbitrali». Il sospetto avanzato da Visnadi è che le recenti polemiche abbiano creato un pregiudizio inconscio negli arbitri, portandoli a negare anche l’evidenza per evitare accuse di favoritismi: «Così il braccio di Ricci nel derby e il calcio di Scalvini diventano per molti la ritorsione del caso Bastoni, con gli arbitri che bruciati dalla simulazione si vendicano negando all’Inter anche l’evidenza. Una volta erano errori, adesso sarebbero vendetta».

Visnadi, la critica al sistema e il silenzio di Marotta

Visnadi non risparmia critiche nemmeno alla gestione politica del club nerazzurro, rea secondo una parte della tifoseria di un eccessivo aplomb istituzionale: «E c’è la tifoseria furiosa con il club, che come l’anno scorso ha scelto la via della politica anziché urlare a viva voce contro le istituzioni, come per esempio ha fatto la Juventus. […] Marotta evidentemente preferisce che parlino le immagini, e quelle dicono che il gol di Krstovic era valido, ma che il rigore su Frattesi c’era». La conclusione del giornalista è una bocciatura totale dell’attuale classe arbitrale e delle sue gerarchie: «Togliere Gariglio dal campo perché inadatto (2023), per spostarlo nella sala Var di Lissone, è una follia. Il sistema arbitri è da rifondare e Inter-Atalanta contribuirà a farlo».

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