2023
La stilettata di Iervolino agli agenti: «Siamo ostaggi degli agenti»

Il presidente della Salernitana ha rilasciato una dura dichiarazione riguardo gli agenti dei calciatori italiani
Ai microfoni del Corriere dello Sport, il presidente della Salernitana Danilo Iervolino dedica parole molto dure e critiche agli agenti dei calciatori italiani.
AGENTI- «Non possiamo essere ostaggio di certi comportamenti, di certe pressioni. Ci sono agenti e intermediari che vogliono il bene del calcio e tentano di creare valore per il sistema. Altri il valore lo sottraggono. Nessun procuratore può dire “il mio giocatore se ne va”: comanda l’agente? Ci sono atteggiamenti poco professionali, che vanno oltre il buon senso e anche il rispetto della privacy nel rapporto tra calciatore e club. Dire “altrimenti il giocatore va via” crea un danno: senza cessione, avremo un giocatore scontento, che non vuole restare alla Salernitana, magari perché non ha avuto un adeguamento dello stipendio pur avendo un contratto lungo. Bisogna porre un argine a certi comportamenti, discuterne in Lega e in Figc, allontanare gli agenti che ragionano così».
COSA FARE?
«Bisogna agire sulla Figc per un intervento normativo. Dichiarare cose del tipo “qualsiasi proposta arrivi, il giocatore resterà” cosa significa, che l’agente decide per il calciatore e per la società? Sono messaggi fuorvianti, che ledono l’immagine del club, creano problemi nello spogliatoio e una distorsione nella comunicazione con i tifosi».
RIFONDARE IL CALCIO
«Sono un presidente che prende posizione. Basta essere pavidi, serve coraggio per rifondare il calcio italiano. Dobbiamo dire basta alle tecniche subdole. Noi siamo una squadra di professionisti, vogliamo il bene della società, dei calciatori e dei tifosi».
NUOVO REGOLAMENTO- «Quello pone solo un limite alle commissioni, che è un aspetto importante ma non l’unico. Certo, un tetto va messo. Ma è sbagliato l’approccio sulle condotte: un agente non può decidere il futuro di un calciatore senza aver sentito la società e facendo dichiarazioni pubbliche. Il sistema deve capire se vuole continuare con queste consuetudini anacronistiche e inefficaci a creare valore; oppure se vuole rifondarsi dall’interno, creando i presupposti per un calcio professionale e sostenibile».
DIRITTI TV- «I diritti tv, che il nostro calcio fa fatica a vendere al prezzo giusto. E i contratti dei calciatori, da aggiornare: oggi ci sono i bonus, ma servirebbero anche i malus, legati a risultati individuali e collettivi, per adeguare i compensi anche in momenti negativi. Gli stipendi potrebbero poi essere indicizzati all’andamento del mercato dei diritti tv. In questo scenario, il rapporto con agenti e intermediari è una priorità: sono professionalità che devono sempre più far parte del sistema, ma con regole certe e modalità sanzionatorie fortissime».