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Sacchi: «Se l’Inter marcia così l’obiettivo non può che essere uno»

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Sacchi: «Se l’Inter marcia così l’obiettivo non può che essere uno. A febbraio Inzaghi si gioca molto, tra Serie A e Champions»

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha fatto il punto sulla Serie A, soffermandosi su lotta scudetto, mercato e anche sull’Inter di Inzaghi. Di seguito le sue parole.

ENERGIE – «E di energie ne serviranno parecchie. Tutte le squadre sono arrivate alla sosta con la lingua fuori: giocatori stanchi, quando non infortunati, ritmi bassi. C’è poco da fare: si sta giocando troppo, ci sono troppi incidentielo spettacolo cala. Se vogliamo divertirci di più, bisogna ridurre il numero delle partite in modo che anche le rose dei club si assottiglino e i bilanci economici non siano così paurosamente in rosso».

INTER FAVORITA – «Se marcia così, l’Inter è favorita. Ma ci sono molte incognite sulla sua strada».

INCOGNITE – «Prima di tutta la Champions. La doppia sfida contro il Liverpool porterà via molte energie fisiche e mentali. Di conseguenza, potrebbe perdere qualche punto in concomitanza con queste gare. Se superasse il turno contro il Liverpool, che sarebbe un’autentica impresa perché i Reds sono tra i migliori al mondo, bisognerebbe gestire il doppio impegno: in Italia e in Europa. L’Inter ha un esercito attrezzato per due battaglie?»

CHAMPIONS – «Non è mai semplice tenere la testa su due obiettivi. I giocatori, quando c’è una partita importante come quella contro il Liverpool, comincianoapensarci una settimana prima. E in febbraio l’Inter si gioca molto: dal 6 al 16 affronta il derby, il Napoli in trasferta e il Liverpool in casa. Mica semplice».

MILAN – «I rossoneri hanno fatto qualcosa di straordinario nella prima parte della stagione, quando con l’entusiasmo hanno sopperito all’inesperienza. Ultimamente hanno avuto qualche difficoltà. Devono tornare a essere una squadra compatta e unita, se vogliono lottare fino in fondo. Adesso la difesa è troppo arretrata, non si può sempre buttare il pallone lungo per Ibra: i miracoli non li fa neanche lui».

MERCATO MILAN – «No, si deve credere di più nelle idee e nel gioco. È la trama che decide se un film è bello o brutto. Neanche Robert De Niro può migliorare un soggetto scritto male. E poi gli innesti di gennaio, spesso, sono dei mezzi disastri. Ripeto: si tratta di tornare a ragionare “da squadra”».

NAPOLI – «La sensazione è che adesso non sia una squadra. L’assenza di Osimhen si avverte perché sono crollati gli altri. Il fatto è che vincere a Napoli è molto complicato. I giocatori devono capire che il successo nasce durante la settimana, con il lavoro e l’impegno negli allenamenti. È una questione di mentalità».

ATALANTA – «Boga è una scommessa. Comunque l’Atalanta per me resta un miracolo: delle squadre di vertice è l’unica a non avere debiti. Ha dato coraggio a tutti».

JUVENTUS – «Per la storia e per i valori individuali è una squadra di primissimo livello. Poi c’è stato un problema di ricambio e quest’anno la squadra era un limone spremuto. Credo che possa lottare per un posto in Champions».

ROMANE – «Il discorso vale sia per la Roma sia per la Lazio: lavori in corso. Bisogna dare tempo a Mourinho e a Sarri di completare l’opera».

SORPRESA – «La Fiorentina. Italiano ha dato certezze alla squadra. La Viola gioca bene, ha coraggio. Potrebbe inserirsi nella lotta Champions, anche se le altre sono superiori come valori tecnici».

PRIME QUATTRO – «L’Inter, il Milan se torna quello di prima, e poi gli altri posti Champions se li disputano Napoli, Atalanta e Juve».

MERCATO – «Il mercato dovrebbero farlo i club con un attivo in bilancio, sennò diventa notte. Se non hai soldi, lavora con la fantasia…».

NUOVA FORMULA DEL CALENDARIO – «È un inedito e ciò aumenta l’incertezza. Speriamo aumenti anche lo spettacolo».