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Rocchi chiarisce: «Il tempo effettivo non dipende dagli arbitri. Champions più fluida della Serie A»

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Rocchi, ex arbitro e designatore spiega differenze tra campionato e coppe europee e annuncia linea dura su simulazioni e riprese di gioco lente

Il designatore arbitrale di Serie A e B Gianluca Rocchi è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sul calo del tempo effettivo e sulle differenze tra direzioni di gara in Italia e in Champions League. L’ex arbitro internazionale ha chiarito che il minutaggio non è condizionato dalle decisioni arbitrali, ma dall’evoluzione del gioco, dall’introduzione di nuovi strumenti e dal comportamento delle squadre.

«Il tempo effettivo non lo dettano gli arbitri, negli anni si sono aggiunte tante cose: VAR, annunci pubblici, cinque sostituzioni e più partite. È un trend in calo, un tema da affrontare con le squadre più che con gli arbitri».

Secondo Rocchi, le gare europee risultano più fluide anche grazie alla qualità superiore del palleggio e alla volontà dei giocatori di mantenere ritmo e continuità: «Quando la partita è bella e fluida, anche l’arbitro fa più bella figura. Il numero di fischi lo dettano i giocatori, non gli arbitri». Un esempio citato è Roma-Inter, con 47 falli fischiati ma ben 55 minuti effettivi.

Il designatore annuncia una stretta sui tempi morti: rimesse laterali, rinvii e palloni non rimessi rapidamente in gioco saranno monitorati più rigidamente. Obiettivo: evitare che la lentezza dei calciatori incida sul ritmo della gara. «Voglio arbitri proattivi: non dobbiamo essere noi a rallentare, ma se il tempo perso dipende dal gioco va comunque recuperato».

Sul tema recuperi: «Non basta più stimare 30 secondi a sostituzione. Bisogna recuperare il tempo reale perso, dall’esultanza ai check VAR. Meglio due minuti in più che uno in meno».

Altro tema centrale: i colpi al volto accentuati dai calciatori. «L’ammonizione nasce per proteggere i giocatori. Se viene usata per far ammonire un collega diventa un boomerang. Non è solo un errore arbitrale, va contro il sistema calcio».

Rocchi chiarisce infine la scelta di Simone Sozza per Inter-Milan: arbitro in crescita internazionale, provenienza non più considerata un tabù. «I club non contestano più la territorialità, resta solo un retropensiero folkloristico».

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