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Playoff Mondiali, il percorso dell’Italia tra spauracchi e insidie: tutti i dettagli sugli Azzurri

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Playoff Mondiali, l’analisi: semifinale in casa ma le avversarie fanno paura. Ecco chi potrebbero affrontare gli Azzurri di Gattuso

Dal resoconto della Gazzetta dello Sport emerge con chiarezza la complessità del cammino che attende l’Italia verso il Mondiale 2026. I playoff, descritti come un «urto anelastico» nel quale le squadre cambiano forma dopo l’impatto, evocano antichi fantasmi: le eliminazioni del 2017 e del 2022, ferite ancora aperte nel calcio italiano. Ma ora non serve guardarsi indietro: tutto si deciderà nelle due gare del 26 e, si spera, del 31 marzo.

Giovedì a Zurigo conosceremo il percorso completo: l’Italia disputerà la semifinale in casa, mentre la sede della eventuale finale sarà determinata dal sorteggio. Un precedente resta impresso: nel 2022 gli Azzurri furono eliminati dalla Macedonia del Nord senza nemmeno arrivare allo spareggio contro il Portogallo. Stavolta Gennaro Gattuso, alla guida della Nazionale, ha già chiarito la regola base: concentrarsi su un passo alla volta, senza proiettare l’ambizione oltre la realtà.

In semifinale l’Italia affronterà una squadra della quarta fascia, ma qui risiede la vera insidia. A rientrare in questo gruppo, infatti, sono le nazionali eliminate nei gironi ma ripescate attraverso la Nations League. Il nome che fa più paura è quello della Svezia, affidata alla guida dell’inglese Graham Potter. Nonostante un solo punto raccolto nel girone, gli svedesi sono stati penalizzati dai lunghi infortuni delle loro stelle: Viktor Gyokeres e Alexander Isak, passati in estate ad Arsenal e Liverpool per oltre 200 milioni complessivi. A marzo, però, dovrebbero essere entrambi disponibili: un paragone rende l’idea del peso della loro assenza, osserva la Gazzetta, «come se l’Italia avesse affrontato la Norvegia senza Haaland e Sorloth».

Le alternative sono meno proibitive, ma comunque insidiose. Possibile una rivincita contro la Macedonia del Nord, qualora uscisse vincente dallo spareggio preliminare contro il Galles. Proprio i gallesi rappresentano un’altra opzione: squadra solida, fisica, ma non imbattibile. Da non escludere uno scenario che riporterebbe alla memoria un passato lontano: Italia–Irlanda del Nord, avversaria debole ma capace in passato — nel 1958 — di negare agli Azzurri il Mondiale.

L’ultima possibile rivale è la Romania, ripescata anch’essa dalla Nations. Non è più la squadra dei tempi di Gheorghe Hagi, seppur guidata dal figlio Ianis, numero 10: rispetto massimo, ma livello inferiore alle altre candidate.

L’Italia conoscerà presto la strada. La certezza è una sola: servirà presentarsi ai playoff con la versione migliore di sé, cancellando il crollo visto contro la Norvegia e ritrovando identità, gambe e fiducia. Marzo non ammetterà repliche.

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