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Pinamonti tra presente e futuro: «Icardi ha fatto tanto per me. Ecco cosa mi ha detto Conte»

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Pinamonti a cuore aperto sulle pagine di Sportweek. Dagli inizi, passando per le difficoltà, lo sbarco a Empoli e gli idoli

Andrea Pinamonti ha mantenuto le promesse. Aveva detto che non avrebbe esultato dopo un eventuale gol a San Siro e così è andata. Ed effettivamente c’è addirittura un pizzico di malinconia nello sguardo del centravanti azzurro dopo la zampata vincente che mette nei guai Simone Inzaghi allo scoccare del quinto minuto di gioco.

Il centravanti azzurro, dodici gol in trentacinque presenze, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sportweek. Tra passato, presente e futuro [intervista concessa ovviamente prima del match, ndr] ha raccontato tutte le sue emozioni.

MOMENTO POSITIVO – «Sto vivendo appieno questo momento di felicità, che dura da inizio stagione, e, credimi, non sto per niente pensando a quello che sarà. Voglio godermi questo periodo proprio perché so che torneranno giorni meno positivi, quando, come dicevo prima, cambieranno di nuovo i giudizi nei miei confronti»

INTERISMO – «Mio papà da giovane andava in curva a San Siro. Fa il bancario, mamma invece si occupa dell’azienda agricola della sua famiglia. Poi ho una sorella più grande che sta in Australia. Avevo otto anni e giocavo in una squadretta di paese, la Bassa Anaunia a Denno, quando Roberto Vincenzi, un osservatore che lavorava coi grandi club, disse ai miei genitori: ‘Posso portarlo a un provino all’Inter o al Milan, oppure alla Juve, all’Atalanta o al Torino’. E aggiunse: ‘Andrea, decidi tu’. Ma io avevo già deciso mentre ancora parlava»

RASSEGNATO – «Quello mai, tant’è che sono sempre rimasto male quando non entravo, che fosse la prima partita di campionato o l’ultima. Con Conte ho parlato prima del mercato di gennaio, dicendogli che avrei voluto andare a giocare. E lui, sincero, mi fa, più o meno: “Preferisco che resti qua. Non sei la prima scelta, ma ti alleni bene e non crei problemi. E poi, restando, puoi imparare molto di più che andando via»

IDOLI – «Ibra l’ho visto quando sono entrato all’Inter. E’ una miscela di caratteristiche tecniche e atletiche che solo lui possiede in misura così alta. E poi la mentalità…Icardi è completamento diverso da come viene dipinto per la sua vita fuori dal campo. Ha fatto di tutto per me quando ho iniziato a vivere da solo a Milano. E’ il mio centravanti ideale: in area si muove come nessuno»