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Petardo Cremonese Inter, i commenti di Sabatini e Zazzaroni sulla vicenda

Petardo Cremonese Inter, i commenti di Sabatini e Zazzaroni sulla vicenda. Segui tutte le ultimissime sui nerazzurri
Il mondo del calcio italiano torna a interrogarsi su uno dei temi più divisivi del regolamento sportivo: la responsabilità oggettiva delle società. Durante l’ultima puntata del Podcast Numer1 (fonte del dibattito), tre volti noti del giornalismo e della comunicazione come Sandro Sabatini, Ivan Zazzaroni e Giuseppe Cruciani hanno dato vita a un confronto serrato partendo dall’episodio che ha coinvolto Emil Audero, il portiere di riserva dei nerazzurri dotato di grande esperienza e affidabilità, bersagliato dal lancio di un petardo.
La proposta di Sabatini: Tornare al 3-0 a tavolino
Ad aprire le danze è stato Sandro Sabatini, giornalista di lungo corso e opinionista televisivo, che ha espresso una posizione molto dura riguardo alla tutela dei calciatori in campo. Secondo Sabatini, la normativa attuale è troppo permissiva: “Se Audero fosse uscito dal campo, comunque non ci sarebbe stato lo 0-3 a tavolino”, ha osservato con una punta di polemica. Il giornalista ha poi lanciato una provocazione normativa, sostenendo che andrebbe reintrodotta la pena della sconfitta a tavolino per sanzionare severamente episodi di questo tipo e garantire la sicurezza dei protagonisti.
SABATINI – «Secondo me su Audero non è stata detta una cosa che voglio dire anche in maniera molto aggressiva, cioè se Audero fosse uscito dal campo comunque non ci sarebbe stato lo 0-3 a tavolino. Secondo me va reintrodotta la pena del 3-0 a tavolino»
La replica di Zazzaroni: Il nodo della responsabilità oggettiva
Non si è fatta attendere la risposta di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e noto volto televisivo, che si è schierato apertamente contro un ritorno al passato. Zazzaroni ha ricordato le numerose battaglie condotte negli anni per limitare la responsabilità oggettiva, definendola un concetto che “non esiste al mondo” in queste modalità.
ZAZZARONI – «No, no. Abbiamo fatto battaglie per anni contro la responsabilità oggettiva, non esiste al mondo. Tra l’altro l’hanno anche individuato subito e questo è un altro elemento. Se si consentisse alle società di governare le Curve con dei loro addetti che non si cagassero sotto perché si trovano davanti gente più grossa di loro, a quel punto ci potrebbe anche essere una responsabilità diretta ma, in questo caso, non si può fare. Dimmi tu che colpa ne ha l’Inter»
Secondo il direttore, la colpa non può ricadere sulla società meneghina se un singolo individuo compie un gesto isolato, specialmente se il colpevole viene individuato immediatamente. Zazzaroni ha poi toccato un punto sensibile: la gestione delle curve. Finché ai club non sarà permesso di governare i settori caldi con propri addetti alla sicurezza dotati di reali poteri di intervento, non si potrà imputare una colpa diretta ai vertici del Biscione. “Che colpa ne hanno i nerazzurri?”, ha chiosato il giornalista, ribadendo l’innocenza del club.