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Petardo Audero, L’avv. La Francesca: «Maxi ammenda e chiusure sarebbero sproporzionate: vi spiego il motivo»

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Petardo Audero, L’avv. La Francesca ha provato a chiarire la situazione relativa alla possibile pena per i nerazzurri. Le sue parole

In attesa delle decisioni ufficiali del Giudice Sportivo dopo quanto accaduto durante Cremonese-Inter, il dibattito si concentra sull’entità delle possibili sanzioni a carico del club nerazzurro.

Il Viminale ha già disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo, ma sul fronte sportivo si parla di un’ammenda fino a 50.000 euro, con l’ipotesi di chiusura della Curva Nord o addirittura dell’intero stadio. Uno scenario che, secondo Michele La Francesca, apparirebbe difficilmente compatibile con la giurisprudenza più recente, soprattutto alla luce di casi analoghi giudicati dallo stesso organo federale. Queste le sue parole su X.

IL PRECEDENTE GENOA-LAZIO E IL CONFRONTO«Il 23/4/25, Genoa-Lazio: lancio di numerosi petardi e fumogeni, gara sospesa circa 5 minuti, fumogeno colpisce il portiere. Sanzione: 25.000 € con diffida, attenuata ex art. 29 CGS. Nello stesso provvedimento, il Giudice Sportivo non ha sanzionato: Cagliari, Juventus, Parma e Torino, pur in presenza di materiale pirotecnico utilizzato dai loro tifosi».

IL CASO AUDERO E IL RUOLO DELL’INTER«Nel caso di Emil Audero, il petardo ha provocato una lieve lesione al portiere, senza costringerlo a uscire dal campo e senza compromettere la prosecuzione della gara. Elemento chiave: l’Inter era società ospite, priva della gestione dell’evento e dell’organizzazione delle misure di sicurezza, che spettano alla società ospitante. Inoltre, l’Inter ha cooperato attivamente con le forze dell’ordine per chiarire l’accaduto, circostanza che costituisce un’attenuante significativa».

PROPORZIONALITÀ E NUOVO CONCETTO DI RESPONSABILITÀ«Un’ammenda così elevata, pari al massimo edittale, e sanzioni aggiuntive o accessorie, come la chiusura dello stadio o della curva, apparirebbero difficilmente conciliabili con il principio di proporzionalità. La giurisprudenza sportiva più recente tende a ricondurre la responsabilità oggettiva a una responsabilità organizzativa, superando una logica meramente automatica».

SCENARIO SANZIONI PIÙ PROBABILE«Questo ripensamento della colpa organizzativa ha portato a non sanzionare Juventus, Cagliari, Parma e Torino, ritenendo insussistente un deficit organizzativo a loro imputabile. Per queste ragioni, un provvedimento particolarmente afflittivo nel caso Audero segnerebbe un evidente scostamento da questo precedente. Alla luce delle circostanze attenuanti dell’art. 29 CGS, in particolare della cooperazione con le forze dell’ordine, del fatto che l’Inter non ha gestito l’evento e delle scarse conseguenze lesive, appare plausibile un rischio di ammenda tra 10 e 20.000€ con diffida».

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