Pazzini ricorda così il suo trascorso all'Inter: le parole
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Pazzini e il segreto dell’Inter mondiale: «Mentalità da campioni e allenamenti a 200 all’ora. Maicon era…»

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Pazzini, intervistato al podcast Centrocampo, ha parlato così della sua esperienza in nerazzurro: dallo spogliatoio ai grandi giocatori

Giampaolo Pazzini torna a parlare della sua esperienza all’Inter, descrivendola come un momento di crescita professionale e umana senza precedenti. Ospite del podcast ‘Centrocampo’, il “Pazzo” ha ricordato l’impatto con un gruppo che aveva appena conquistato il Triplete e il Mondiale per Club. Un ambiente intriso di carisma dove l’eccellenza era la normalità: «Quando entri in quello spogliatoio, capisci perché hanno fatto determinate carriere. Non mi sentivo un campione al loro livello, ma viverlo ti porta ad alzare l’asticella ogni giorno.»

Il racconto dell’ex bomber si sofferma sulla cultura del lavoro che animava i big nerazzurri. Secondo Pazzini, il segreto dei successi risiedeva nell’intensità quotidiana, dove anche un semplice contrasto in allenamento veniva vissuto come una questione di vita o di morte. «Hanno vinto tutto perché si allenano così, perché in allenamento vanno a 200 all’ora. Magari altrove il venerdì ti fermi sul contrasto pensando alla domenica, lì no.» Un’attitudine mentale che trasformava la pressione in energia positiva, specialmente negli stadi più caldi: «Più insulti c’erano fuori casa, più si caricavano.»

Pazzini, da Eto’o a Maicon: gli esempi che trascinavano il gruppo

Pazzini ha poi passato in rassegna i singoli protagonisti che hanno segnato la sua avventura a San Siro, sottolineando l’umiltà con cui è stato accolto. Da Eto’o a Milito, definiti “campioni super nella testa”, fino alla debordante personalità di leader come Stankovic, Zanetti e il muro difensivo composto da Samuel, Materazzi, Chivu e Cordoba. Una menzione speciale è andata anche a Maicon, descritto come un terzino “pazzesco”.

«È stata un’esperienza clamorosa», ha concluso Pazzini, evidenziando come la forza di quell’Inter fosse proprio la capacità di essere d’esempio costante per i nuovi arrivati. Vedere chi aveva già vinto la Champions League lottare su ogni pallone ad Appiano Gentile era lo stimolo più grande per integrarsi e dare il massimo. Un tuffo nel passato che spiega, una volta di più, le radici di un ciclo leggendario che ha segnato la storia del calcio italiano e internazionale.

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