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Moratti riflette: «Inter forte e tranquilla, Chivu è più bravo di quanto ci aspettassimo»

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Moratti analizza il momento dell’Inter tra l’eccellente gestione tecnica e i record dei singoli: l’ex patron elogia il lavoro di Cristian Chivu

L’ex storico numero uno della Beneamata, Massimo Moratti, è tornato a parlare dei colori nerazzurri in un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di Radio Radio. Con la consueta eleganza e competenza, lo storico presidente del Triplete ha scattato una fotografia nitida del club milanese, sottolineando la solidità raggiunta dal gruppo e la sorpresa positiva rappresentata dalla gestione tecnica attuale, senza dimenticare un passaggio romantico ma lucido sul futuro dello stadio San Siro.

LA GESTIONE TECNICA – «È difficile stabilire chi possa vincere, è come un derby. In questo momento l’Inter mi sembra ben messa, forte, tranquilla. Cristian Chivu (ex difensore nerazzurro e attuale allenatore dei nerazzurri) ha dato sicurezza alla squadra, è molto più bravo di quanto ci aspettassimo. Aveva già dimostrato di essere un campione caratterialmente. Non mi aspettavo, però, che avrebbe trasformato questa sua dote nella capacità di tenere il gruppo che ha adesso. È proprio bravo, semplice».

LAUTARO MARTINEZ – «Credo proprio di sì, avrebbe giocato nella mia Inter. È bravo, può essere messo in qualsiasi Inter. Con stile diverso rispetto agli altri giocatori, ma è certamente un giocatore che può stare ovunque». Il commento arriva dopo che Lautaro Martinez, l’attaccante argentino e capitano dei meneghini, ha raggiunto Roberto Boninsegna, leggendario centravanti degli anni ’70, nella classifica dei marcatori all-time del club.

STADIO SAN SIRO – «Tra le tante cose necessarie della vita, credo che tra le ultime ci sia quella di buttare giù San Siro. Al di là della speculazione, mi sembra sia un vero e proprio peccato. Ci sono molto legato, conservo bellissimi ricordi. Ma il mondo va avanti…».

IL CAMMINO IN CHAMPIONS – «L’Inter ha meritato di andare avanti in Champions. Nella prima finale, contro il Manchester City (la corazzata inglese guidata da Pep Guardiola), nessuno credeva che avremmo potuto vincerla. In effetti così è stato, ma solo perché non ci credevamo: era una partita alla portata. Nella seconda, contro il PSG, il contrario. Siamo arrivati troppo convinti e abbiamo subito una sconfitta pesante. Comunque, la squadra era forte, una delle migliori. I paragoni con il passato sono troppo difficili».

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