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Mercato Inter, doccia gelata per Curtis Jones! Muro altissimo del Liverpool, ecco perchè

Mercato Inter, arriva la doccia gelata in casa nerazzurra per quanto riguarda Curtis Jones: no del Liverpool al prestito
Doccia gelata per il centrocampo dell’Inter proprio nelle ultime ore di questa frenetica sessione invernale. Nonostante i contatti avviati e la volontà dei nerazzurri di portare a Milano un innesto di spessore, il muro alzato dal Liverpool sembra invalicabile. Come riferito da Fabrizio Romano, i Reds hanno risposto negativamente all’ultima offerta arrivata dalla sede di Viale della Liberazione.
Mercato Inter, muro per Curtis Jones: Marotta riceve il ‘no’ al prestito, si complica l’uscita di Frattesi
L’operazione, che avrebbe dovuto innescare il passaggio di Davide Frattesi al Nottingham Forest, ha subito una brusca frenata a causa della rigida posizione del club inglese sulla gestione del proprio talento.
Il nodo contrattuale e il rifiuto al prestito
Secondo quanto rivelato da Fabrizio Romano, la trattativa si è incagliata su basi burocratiche e strategiche:
- Offerta rispedita al mittente: Il Liverpool non aprirà le porte all’uscita di Curtis Jones a gennaio. Una decisione che segue la stessa linea già adottata tre settimane fa con il Tottenham e confermata ieri dopo la proposta di prestito inviata dall’Inter.
- Questione rinnovo: Il contratto del classe 2001 scade a giugno 2027. La società inglese è stata categorica: non lasceranno andare Jones in prestito a meno che il giocatore non firmi prima un nuovo accordo a lungo termine con il club.
- Blocco totale: Senza il rinnovo immediato, il Liverpool preferisce tenere il giocatore in rosa piuttosto che rinforzare una rivale europea (come l’Inter di Cristian Chivu) con una formula temporanea.
Cosa succede ora?
Il mancato arrivo di Jones mette in discussione la partenza di Frattesi. Con l’Inter salda a quota 52 punti e la necessità di affrontare i playoff contro il Bodo/Glimt, Chivu non intende dare il via libera all’uscita dell’azzurro senza un sostituto di pari livello. Marotta e Ausilio hanno pochissime ore per provare un ultimo assalto o virare su un piano B d’emergenza, magari accelerando per quel Ivan Perisic di cui parlava Di Marzio.