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Marotta e Sala sullo stadio: «Un evento storico, ma la Procura fa riflettere»

Marotta contro la Procura: il rogito e la tempistica dell’inchiesta sollevano dubbi sulla questione legata al rinnovo di San Siro
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha espresso la sua opinione sulla cessione dello stadio Meazza e delle aree limitrofe a Inter e Milan, non senza sollevare qualche perplessità sulla tempistica dell’indagine aperta dalla Procura di Milano. Dopo la firma del rogito a mezzogiorno, un’ora dopo è stato aperto un fascicolo per turbativa d’asta, evento che ha suscitato non poche riflessioni.
Dal palco del Football Business Forum, Marotta ha parlato con tono critico, mettendo in discussione la rapidità con cui la giustizia si è mossa, definendo l’accaduto come una «giustizia a orologeria». Nonostante questo, ha sottolineato come il passaggio verso un nuovo stadio per Milano rappresenti una svolta fondamentale per la crescita economica della città e dei club: «Il rogito segna l’inizio di un percorso virtuoso, un asset patrimoniale fondamentale per la Juventus. La realizzazione di un impianto moderno è un’esigenza non solo sportiva, ma anche economica», ha dichiarato Marotta ai taccuini di Tuttosport.
Scaroni e Sala: «Nonostante le difficoltà, il nuovo stadio è fondamentale»
Anche Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha voluto commentare la situazione. Il numero uno rossonero ha sottolineato la difficoltà del percorso, soprattutto a causa della resistenza di una parte della popolazione, nostalgica di San Siro, ma ha ribadito l’importanza di un impianto moderno che possa non solo ospitare le partite ma anche diventare un luogo di aggregazione e sviluppo per la città.
Beppe Sala, sindaco di Milano, si è espresso in modo simile, esprimendo la sua opinione sulla tempistica della Procura e dando un chiarimento sulle modalità seguite: «Abbiamo fatto tutto nel rispetto delle regole e con la massima trasparenza», ha dichiarato, aggiungendo che le tempistiche dell’indagine fanno riflettere. Sala ha inoltre sottolineato che la decisione di mantenere aperto il bando per la cessione dello stadio è stata presa in totale rispetto dei tempi necessari e delle normative previste.
Andrea Abodi, ministro dello Sport, ha condiviso la posizione di Sala e ha evidenziato come il progetto stadio a Milano rappresenti un cambiamento significativo, che sta finalmente portando a risultati tangibili, dopo decenni di stasi in Italia.
Il dibattito sulla cessione dello stadio e sul nuovo impianto continua quindi a far discutere, ma il progetto per il futuro di Milano sembra ormai destinato a procedere nonostante le difficoltà e le incertezze legate all’inchiesta.