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Marotta contro la Procura: «Un’ora dopo il rogito, aperto un fascicolo»

Marotta e Scaroni alzano la voce contro la tempistica della Procura di Milano: tutti gli aggiornamenti sulla modernizzazione di San Siro
Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha espresso i suoi dubbi sulla tempistica con cui la Procura di Milano ha avviato un’indagine sulla cessione dello stadio Meazza e delle aree limitrofe a Inter e Milan. Il rogito, come confermato da Tuttosport, della cessione è stato firmato a mezzogiorno, e solo un’ora dopo è stato aperto un fascicolo per turbativa d’asta, suscitando le perplessità di molti, tra cui Marotta. Durante un intervento al Football Business Forum, il presidente nerazzurro ha sottolineato come questo episodio rappresenti un esempio di quella che ha definito una «giustizia a orologeria»: «Questa è l’Italia», ha detto, facendo riferimento alla rapidità con cui si è attivata l’indagine.
Marotta: «Un evento storico, ma le tempistiche sono sospette»
Marotta ha comunque definito il passo verso il nuovo stadio come «un evento storico», paragonandolo al primo bilancio in utile chiuso dal club. Ha spiegato che la costruzione di un nuovo impianto non è solo una necessità, ma un asset patrimoniale fondamentale per il futuro del club. Ha aggiunto: «Vogliamo uno stadio che ogni giorno possa ospitare qualcosa, non uno spazio quasi deserto quando non si gioca». Marotta ha anche sottolineato la necessità di un moderno stadio per Milano, che possa migliorare l’offerta sportiva ed economica della città.
Sala e Abodi concordano: «Le tempistiche fanno riflettere»
Anche Beppe Sala, sindaco di Milano, ha condiviso le preoccupazioni di Marotta sulla tempistica dell’indagine. Tornato dal Brasile, Sala ha commentato l’avvio dell’inchiesta, dichiarando che «abbiamo fatto tutto per bene, rispettando le regole». Riguardo all’indagine per turbativa d’asta, ha affermato: «Le tempistiche della Procura fanno pensare».
Andrea Abodi, ministro dello sport, ha aggiunto il suo parere, sostenendo che ciò che sta accadendo a Milano rappresenta un passo avanti significativo per l’Italia. «In Italia abbiamo una dozzina di cantieri aperti,» ha spiegato Abodi, facendo riferimento anche ai preparativi per Euro 2032. «Quello che è stato fatto a Milano ha un valore importante, al di là della sua dimensione economica, perché si cerca di migliorare la città e la nazione». Abodi ha anche criticato coloro che, a livello politico o giudiziario, cercano di ostacolare il progresso di questi progetti.
Il percorso per il nuovo stadio di Milano sembra destinato a continuare, ma le voci su tempistiche sospette e indagini in corso aggiungono ulteriore complessità al processo.