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Marotta: «Scudetto? Serve concentrazione, Dimarco sarà capitano in questo caso»

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Giuseppe Marotta ha trattato molti temi riguardanti l’Inter durante la presentazione del nuovo libro di Gianfelice Facchetti

Giuseppe Marotta ha trattato vari temi riguardanti l’Inter nel corso della presentazione del libro di Gianfelice Facchetti, storia bandiera nerazzurra.

RUOLO DEL CAPITANO – «Il capitano deve rappresentare l’azienda, trasmettere senso di appartenenza e inculcare cultura del lavoro. È facile per noi riconoscere un capitano»

SCUDETTO VICINO«C’è grande ottimismo dentro e voglia di esplodere e adrenalina forte: ma c’è il rispetto, manca ancora qualche punto. Cerchiamo di essere concentrati. Il Cagliari, ci dispiace ma si salva lo stesso, indipendentemente dal risultato di domenica»

FACCHETTI – «Giacinto l’ho ammirato da ragazzino, le prime figurine Panini erano sue, andavo a vedere gli allenamenti alla Pinetina. Poi l’ho conosciuto da dirigente, all’epoca ero alla Sampdoria e ho appressato il suo modo molto rispettoso di porsi nei confronti degli altri. Non parlava molto, ma esprimeva tutto quello che significava essere capitano»

LAUTARO – «È cosi, è molto maturato e siamo arrivati a dire che la fascia da capitano è sua, rappresenta i valori del ruolo. E ha un grandissimo senso di appartenenza: voi non vedete il pre gara, ma è il più teso e dietro questa tensione c’è il suo amore per l’Inter»

CAPITANO NATO NELL’INTER – «Posso dire che di capitan futuro ce ne sono tanti. Lunedì a Udine su ventidue giocatori c’erano solo tre italiani, oggi il calcio è globale e gli italiani giocano molto meno di prima. È difficile, ma ce ne sono. Dimarco è veramente un ultras, è uno che impersonifica i valori dell’Inter, però anche per diventare capitano bisogna andare a scuola. Magari può farlo quando Lautaro va… in pensione»

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