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Marotta elogia Chivu e rivela un retroscena sul passato! Il commento del presidente sull’allenatore nerazzurro

Marotta felice per il lavoro svolto da Chivu! LE ultime sul presidente nerazzurro e le sue considerazioni sul rumeno
La pausa di novembre ha restituito un’Inter in vetta alla classifica insieme alla Roma, un risultato che permette al presidente Beppe Marotta di rivendicare con forza le scelte effettuate in estate. I mesi successivi alla fine della scorsa stagione avevano imposto alla dirigenza un cambio di rotta netto, dopo un finale complicato che aveva lasciato più di una scoria all’interno dell’ambiente. La scelta di Cristian Chivu come erede di Simone Inzaghi – individuato dopo aver valutato più profili – aveva generato dubbi esterni, soprattutto per il curriculum dell’allenatore rumeno, reduce da sole tredici panchine in Serie A con il Parma dopo il lungo percorso nel settore giovanile nerazzurro.
A quasi un terzo del campionato e a metà del girone di Champions League, i risultati hanno dato ragione a Marotta e al management di viale della Liberazione. Intervenendo al master “Management dello Sport”, il presidente ha spiegato come la scelta di puntare su Chivu fosse legata ai suoi valori e alla visione di un progetto tecnico giovane e moderno. Marotta ha sottolineato che non è mancato il coraggio di andare controcorrente anche mediaticamente, ricordando che qualcuno evocava il nome di José Mourinho. Un riferimento, precisato in seguito, non polemico nei confronti del portoghese, ma utile a ribadire la linea del club: investire su un profilo emergente e non su una figura già affermata.
Marotta ha poi rivelato un aneddoto del passato: l’ex presidente Pellegrini lo aveva contattato per portarlo all’Inter in un ruolo dirigenziale, ma la forte centralità gestionale dell’allora presidente lo convinse a declinare. Una scelta che, con il senno di poi, secondo Marotta gli ha permesso di arrivare alla presidenza nerazzurra. Ha ricordato inoltre come il suo apice professionale sia stato raggiunto alla Juventus, in un calcio profondamente diverso da quello attuale, dove il modello del mecenatismo è ormai superato e la sostenibilità è diventata centrale.
Durante il convegno “Il fischio che unisce” a Palazzo Lombardia, Marotta – in veste di consigliere federale – ha lanciato un monito sullo stato del calcio italiano: la scarsa cultura della sconfitta continua a generare comportamenti istintivi e violenti, un tema su cui tutto il movimento è chiamato a lavorare.