2023
Lukaku torna a San Siro: «Fischi e disgusto non si addicono all’Inter»

Il giornalista Luigi Garlando, nel suo editoriale per Gazzetta.it, si è soffermato sul prossimo impegno a San Siro in campionato dell’Inter, che ritroverà Lukaku
Garlando sulla Gazzetta dello sport si è soffermato sui preparativi di San Siro per il ritorno di Lukaku in Inter-Roma:
«In settimana ci hanno fatto sapere che i preparativi per il ritorno di Romelu Lukaku a San Siro del 29 ottobre sono già cominciati. Con l’anticipo che meritano i grandi eventi. La Curva Nord ha informato che, per l’occasione, saranno distribuiti 50.000 fischietti «da utilizzare a perdifiato ad ogni tocco di palla di chi ha tradito la nostra maglia». Spicca la locuzione avverbiale «a perdifiato» che impegna i tifosi a una certa preparazione fisica in vista del 29 ottobre, per poter disporre della sufficiente capacità polmonare.
E poi, naturalmente, spicca la parola «tradito», chiosata nel comunicato in modo inequivocabile. Che il comportamento del calciatore belga sia stato tutt’altro che limpido è un dato oggettivo: ha lasciato l’Inter una prima volta per cercare soldi e gloria al Chelsea, è tornato pentito, con tanto di scuse ai tifosi e bacio della maglia, ha fatto finta di restare in nerazzurro l’estate scorsa, mentre flirtava con la Signora, per poi farsi incoronare ennesimo re di Roma.
Ci sta la delusione e la sospensione della stima e dell’affetto per uno degli eroi dell’ultimo scudetto da parte dei tifosi; ci sta che Lautaro interrompa le comunicazioni social con l’altra parte della LuLa. Ci stanno anche i fischi spontanei, forma di contestazione legittima che conoscevano già gli antichi romani. Non ci stanno il «disgusto» di cui parla il comunicato della Nord e, soprattutto, la caccia all’uomo con fischietti organizzata per il 29 ottobre, «il giorno del ritorno più sgradito», perché non rispecchia i valori e la storia del club. L’inter è nata da un sentimento di accoglienza, per aprire lo spogliatoio anche a giocatori stranieri e sentirsi «fratelli del mondo». Per tutta la sua vita gloriosa ha tenuto fede alla missione e ha unito l’impegno sportivo a quello sociale, fino agli Inter Campus di Massimo Moratti.Braccare un avversario con «disgusto» e fischietti non si addice allo stile della Beneamata».