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Lukaku: «Jay-Z mi ha cambiato la vita. Scudetto figlio del lavoro e sacrificio»

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Romelu Lukaku ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport dove racconta la sua passione per la musica

Romelu Lukaku ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport dove racconta la sua passione per la musica.

MUSICA – «È un modo per tenere con- nesso me stesso con le difficoltà che ho passato nella mia esistenza, con tutto il mio vissuto. È importantissima: non solo un hobby, ma una parte di me».

CANZONE SCUDETTO – «Difficile sceglierne una sola perché è stata una cavalcata eccezionale e piena di storie al- l’interno. Ma mi viene in mente “H.a.m” di Kanye West e Jay-Z: è di dieci anni fa, ma sempre attuale. Ci dice che bisogna avere fiducia in se stessi per ottenere grandi risultati nella vita».

RAPPER PREFERITI – «Oggi potrei dire J. Cole, Ken- drick Lamar, Drake, Lil Baby e Why-G. Ma amo il rap anni ‘90 e per questo i migliori di ogni epoca restano Tupac, Biggie, Nas, 50 Cent e ovviamente Jay- Z: sono i giganti che hanno fatto scuola e cambiato per sempre un genere».

VERSO IMPORTANTE – «In “D’Evils” di Jay-Z si dice: Nine-to-five is how you survive, I ain’t tryna survive. I’m tryna live it to the limit and lo- ve it a lot. Significa: “Dalle 9 al- le 5 sopravvivi, io non sto cercando di sopravvivere. Sto provando a vivere al limite e mi piace molto”. Mi sento così: ho sempre provato a fare tutto al limite, a spingermi in ogni allenamento e partita e per questo ho avuto successo. Voglio fare il mio lavoro al meglio, ma senza dimenticare di spendere il tempo con chi amo: mia madre, i miei fratelli, gli amici».

PLAYLIST PRIMA DELLE PARTITE – «Assolutamente sì, è un rito. Ho una playlist speciale che mi fa compagnia quando arrivo allo stadio e prima del match. Mi dà concentrazione, mi aiuta a tenere focalizzato l’obiettivo da raggiungere».

MUSICA NELLO SPOGLIATOIO – «No non la metto io, siamo un grande gruppo anche perché c’è molto rispetto reciproco. Ognuno ha i suoi gusti e ascolta ciò che vuole». 

JAY Z – «Ha avuto un significato grandissimo perché io ho sempre ascoltato la sua musica. Soprattutto nei momenti in cui la mia vita era davvero, davvero difficile, i suoi pezzi mi hanno dato la forza di resistere e andare avanti. Di guardare la vita in modo diverso. A volte bisogna avere pazienza e prendersi il tempo giusto per diventare grandi. Quando poi l’ho conosciuto, ho visto il suo atteggiamento: sapeva davvero chi fossi e mi ha insegnato come stare al top, come diventare un vincente. Ricordo quando mi ha detto: “Se davvero pensi che l’Inter sia lo step da fare per vincere, fallo”. Durante il primo anno io e i miei compagni siamo arrivati a un passo dal successo, ma nell’ultima stagione ce l’abbiamo fatta con duro lavoro, pazienza , sudore e sacrificio. Proprio la via che Jay mi aveva indicato ».

SEGNARE GOL – «Segnare un gol è la sensazione più bella del mondo dopo quella che ho provato quando è nato mio figlio. Per il resto, io volevo conoscere solo poche persone selezionate nella mia vita. Una di queste era Kobe Bryant, riposi in pace! E l’altra era proprio Jay-Z: quando per la prima volta mi sono trovato a parlare con lui, di vita e non solo di lavoro, c’era anche Dj Khaled: era come un sogno che si avverava. Adesso spero che, pandemia permettendo, venga a Milano a vedermi segnare a San Siro».

RAPPORTO CON JAY Z – «Alla fine di Sassuolo-Atalanta suona il telefono e chi è? Lui che mi fa gli auguri e si congratula perché sapeva quanto fosse importante per me vincere il mio primo scudetto in Italia. Mi sento fortunato a poter parlare con lui quando voglio: so che mi copre le spalle e vuole il meglio per me, come Roc Nation: è un sentimento che ricambio».

EUROPEO – «Credi in te stesso e fai in modo di essere sempre un uomo migliore. È una frase che mi ripeto ogni santo giorno».

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