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Italia Norvegia, ripresa da incubo: Azzurri travolti e qualificazione rimandata ai playoff

Italia Norvegia, dall’illusione dell’1-0 al crollo totale: cosa non ha funzionato nella squadra di Gattuso e quali rischi attendono gli Azzurri a marzo
La disfatta contro la Norvegia nasce soprattutto da un secondo tempo da dimenticare. L’Italia, come affermato da La Gazzetta dello Sport, brillante finché gli avversari hanno concesso spazio, si è improvvisamente sgretolata alla prima accelerata della squadra di Solbakken, mostrando limiti tecnici, fisici e soprattutto mentali. Anche Gennaro Gattuso non esce bene dalla serata di San Siro: era evidente che uomini come Locatelli, Politano, Mancini, Esposito e Dimarco – protagonisti dell’ottimo 1-0 – avessero finito la benzina. Mancavano raddoppi, corsa in campo aperto, pressing: segnali di un crollo totale. Forse il risultato non sarebbe cambiato, ma l’Italia avrebbe potuto evitare un passivo così pesante.
Il rischio, adesso, è che Italia-Norvegia – partita che doveva rappresentare la scossa verso i playoff – si trasformi nell’ennesimo macigno psicologico. Serviva sentirsi più forti della classifica, invece tornano i fantasmi: Svezia, Irlanda del Nord, Romania, Galles o Macedonia del Nord possono diventare ostacoli enormi se l’approccio sarà quello visto nella ripresa. L’Italia del primo tempo può andare al Mondiale, quella della seconda frazione rischia di fermarsi in semifinale.
La gara è stata un doppio film. Nei primi 45 minuti l’Italia ha dominato il palleggio, sfruttando l’ampiezza con Politano e Dimarco e colpendo con il gol di Pio Esposito, bravo a finalizzare un’azione avviata da Locatelli e rifinita da Retegui. La Norvegia, fino all’intervallo, non aveva mai tirato in porta: Haaland timido, solo qualche fiammata di Nusa.
Ma al rientro dagli spogliatoi tutto è cambiato. Stesso modulo, atteggiamento completamente opposto: la Norvegia ha alzato ritmo, intensità e aggressività, ribaltando l’inerzia della gara. L’Italia si è fatta piccola, impaurita, incapace di ripartire. Il 4-1 finale fotografa alla perfezione la serata: Nusa devastante, Haaland implacabile, Strand Larsen a firmare il poker nel recupero.
Agli Azzurri resta un solo obbligo: trasformare la lezione di San Siro in forza per marzo. Perché con questo divario di rendimento tra primo e secondo tempo, i playoff diventano un percorso ad altissimo rischio.