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Vecino è tornato: l’Inter ora ragiona sul futuro dell’uruguaiano

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Matias Vecino è ufficialmente tornato a pieno regime. Dopo il lungo stop è tornato con prestazioni e gol

Una partenza promettente, il posto da titolare conquistato, il gol in Champions al Borussia, il momentaneo 2-2 nel derby di Milano. Poi, un lento declino. Prima l’infortunio al menisco e poi al ginocchio lo hanno tenuto fuori fino a febbraio. Poi il rientro contro la Lazio e le ultime due gare da titolare. Questa è il biennio di Matias Vecino con Antonio Conte. L’uruguaiano è tornato a pieno regime in questo finale di stagione e sta dimostrando come possa essere la mezzala ideale per il calcio del tecnico leccese.

I numeri, complici questi lunghi infortuni, non sono sicuramente entusiasmanti. Sta di fatto che Vecino, nelle 25 presenze stagionali dello scorso anno ha messo a segno 3 reti e 1 assist mentre, nella stagione corrente, in 179 minuti, ha realizzato 1 gol, mercoledì contro la Roma. Ma limitarsi ai numeri sarebbe sbagliato, soprattutto in un caso come questo.

Vecino, specialmente in un mercato che sarà “povero”, o comunque a saldo, può rivelarsi un’ottima pedina per il centrocampo di Conte (qualora restasse) 2021/2022. Le prestazioni delle ultime due partite giocate dal primo minuto sono incoraggianti. Con la Sampdoria ha disputata una buonissima gara, mentre con la Roma è stato il migliore in campo. Il gol, arrivato sulla sponda di Lukaku, rappresenta bene le qualità del centrocampista ex Fiorentina. Le capacità di inserimento le ha sempre avute ma erano limitate dal modulo di Spalletti che prevedeva 2 mediani. Nel 3-5-2 di Conte, dove i centrocampisti hanno ampia possibilità di attaccare, gli inserimenti risultano l’elemento fondamentale per scardinare sia difese chiuse ma anche per colpire, come nel caso della Roma, squadre più aperte. Chiaramente Vecino non potrà mai prendere il posto da titolare di Barella, o quello di Eriksen/Sensi. Il suo ruolo nelle rotazioni sarà però fondamentale per una squadra che l’anno prossimo dovrà obbligatoriamente andare avanti in Champions.

Quando si parla di mezzala ideale per Conte, lo si dice perché la bravura maggiore di Matias è proprio quella dell’inserimento senza palla. Che sia su un cross alto o un filtrante basso, l’uruguaiano è sempre pronto così come lo è a dare l’appoggio agli attaccanti per concludere a rete. Partecipare molto alla fase offensiva è elemento chiave per il modo di giocare di Conte.
Sono bastati 59 minuti contro la Roma per far emergere queste sue caratteristiche. Il gol arriva su un appoggio dato a Romelu al limite dell’area, mentre sul gol sbagliato dopo l’assist di tacco da parte di Sanchez si nota la grande capacità di inserirsi alle spalle della difesa.

Chiaramente non è tutto qui. L’uruguaiano ha dalla sua una buona stazza fisica. L’altezza gli permette di garantire solidità difensiva in momenti difficili (come fatto contro il Sassuolo o il Cagliari), quando serve più difendere assedi avversari che muovere palla, ma garantisce all’Inter un pericolo in più anche in zona gol sui calci piazzati. Inoltre, cosa non da poco, si è sempre rivelato decisivo nelle partite importanti, vedi Lazio-Inter 2-3, Milan-Inter 2-3 e Inter-Milan 4-2.

Le caratteristiche di Vecino, seppur con meno qualità, ricordano un po’ il Vidal juventino di Conte: il centrocampista che è sempre in attacco pronto a tagliare alle spalle dei difensori e che puntualmente si ritrova a difendere grazie alla grande corsa e alla resistenza di cui dispone. Sicuramente deve segnare di più ma in stagioni giocate per intero ha già dimostrato di poter raggiungere 5-6 gol in stagione, reti che sarebbero fondamentali per un giocatore considerato un ricambio.

E’ evidente che non sarà mai Barella o il Vidal della prima era Conte, e non si sa nemmeno se vestirà ancora la maglia dell’Inter. Quel che è certo è che un Vecino a pieno regime offre garanzie e, in una sessione di mercato che sarà la più difficile degli ultimi anni, è un bene che i nerazzurri e Conte possono e devono sfruttare.

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