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Inter Primavera: crescita ed entusiasmo, le due armi dei ragazzi di Chivu

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Prima parte di stagione positiva per l’Inter Primavera, che chiude l’anno all’insegna della crescita dell’entusiasmo. Ecco una prima analisi

Si è conclusa con una bella vittoria il 2021 dell’Inter Primavera. Un 3-1 secco al Torino che permette ai nerazzurri di trascorrere delle feste in serenità e di prepararsi al 2022 nel miglior modo possibile, per continuare ad alzare l’asticella degli obiettivi che richiederà il nuovo anno. Non solo il campionato dunque, in cui i ragazzi di Chivu sono quarti in classifica, ma soprattutto la Youth League: con l’obiettivo di fare meglio dei quarti di finale dello scorso anno.

L’Inter vista fino ad ora è una squadra con margini importantissimi di crescita: sia dal punto di vista collettivo, ovvero un gruppo unito con tanta grinta e con un’identità precisa di gioco; sia da quello individuale, con alcuni ragazzi piuttosto interessanti e da tenere d’occhio. Chivu e i suoi hanno attraversato qualche alto e basso nel corso di questi mesi: dalle convincenti prestazioni contro Atalanta, Verona, Napoli e nelle gare europee, si passa poi alla sfortunata sconfitta casalinga contro la Juventus e all’eliminazione in Coppa Italia per mano del Sassuolo. Insomma, risultati instabili, ma un gruppo che è riuscito sempre a rialzarsi dopo ogni schiaffo.

La soddisfazione principale è arrivata con la vittoria in casa contro lo Shakhtar a novembre. Una vittoria che ha decretato il passaggio del turno in Youth League, si passerà dai play off contro lo Zilina, che ha riscosso una grande gioia per il gruppo e per Chivu. I nerazzurri non si scompongono mai, possono anche perdere ma riescono sempre a mostrare la loro qualità. Raramente in campo si è assistito ad un’Inter svogliata e senza mordente. Da qui, dunque, ecco spiegata la seconda arma ovvero l’entusiasmo. Questi ragazzi sanno cosa significa giocare per il club, e sanno quanto sia fondamentale mettersi in mostra.

Tra i ragazzi più interessanti, troviamo in primis Casadei: centrocampista che abbina quantità e qualità. La sua è una leadership indiscussa all’interno dello spogliatoio. Sugli esterni, Zanotti e Carboni corrono, saltano l’uomo e guidano i compagni in campo. Quest’ultima è la dote più importante: la personalità. Parlare, aiutare e motivare. Insomma, i ragazzi sono diventati ad immagine e somiglianza del loro allenatore: un duro in campo, che non si risparmiava mai. Ecco perché, Cristian Chivu può passare un Natale sereno: al rientro, prima del girone di ritorno, c’è la Spal e poi il derby con il Milan. Il suo gruppo è pronto a scendere in campo con la solita grinta, cattiveria e la qualità che sta convincendo tutti.