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Tra addii dolorosi e occasioni a basso costo: l’Inter esce ridimensionata dal mercato?

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Si è chiusa un’altra sessione di calciomercato e la domanda che vi facciamo è: ma l’Inter si è ridimensionata?

«Poteva andare peggio». Questa la frase che molti tifosi dell’Inter stanno pronunciando da quando è finito il calciomercato. E hanno ragione. Le premesse di inizio estate facevano presagire il peggio, il diktat della proprietà Suning era chiarissimo: chiudere il mercato a +70-80 milioni e abbassare il costo del lavoro del 15-20%. Neanche il tempo di sollevare il tanto agognato scudetto che Conte se n’era già andato e da lì a poco anche Hakimi avrebbe fatto la stessa fine. Non esattamente le premesse ideali per aprire un ciclo e tornare a ruggire anche in Europa.

Ingoiato l’amarissimo boccone, i tifosi interisti si sono aggrappati allo scoglio chiamato Beppe Marotta per non finire triturati nel mare del calciomercato estivo. Ma da lì a poco ecco la terza e – a distanza di un mese e mezzo – quarta mazzata  nella turbolenta estate nerazzurra: Eriksen tiene il mondo con il fiato sospeso per qualche ora prima del benedetto lieto fine, poi Lukaku decide di tornare al Chelsea portando in cambio 115 milioni di euro a cui il club, non può dire di no. Ad inizio agosto l’Inter neo campione d’Italia è senza il suo faro in attacco, l’esterno più forte al mondo, la sorpresa della stagione e il condottiero in panchina.

Tutto perduto? No, perchè intanto la proprietà si era mossa portando a Milano un grande allenatore come Simone Inzaghi e soffiando ai cugini a costo zero (!) Calhanoglu. Tuttavia la dolorosa cessione del totem belga manda su tutte le furie il popolo interista (che però con il passare delle settimane rivaluta il comportamento di Lukaku e conseguentemente anche quello della proprietà), calmato solo dagli arrivi in rapida successione di Dzeko, Dumfries e Correa. Un buon pre campionato unito alle due vittorie nelle prime due partite hanno fatto dimenticare in fretta ai tifosi quanto successo nei mesi precedenti, riportando l’entusiasmo generale ad un livello che si addice ad una squadra Campione d’Italia.

Ma ecco la domanda delle domande: l’Inter esce ridimensionata da questo calciomercato? La risposta non è semplice e – sicuramente – non ce n’è una giusta e una sbagliata, dipende dai punti di vista. Probabilmente sì. Perché l’Inter ha perso il giocatore più forte per fare un ruolo molto delicato (Hakimi) e un super centravanti che era determinante sia a livello carismatico e tattico, che tecnico e realizzativo. Tuttavia, per le possibilità che avevano Beppe Marotta e Piero Ausilio si può dire che hanno ridimensionato il “ridimensionamento”. Un’impresa non facile con i mezzi messi a disposizione dalla proprietà.

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