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Inter Bologna, l’arma di Chivu può essere Dimarco. E quel precedente…

Inter Bologna, l’arma in più di mister Chivu può essere Federico Dimarco. Vediamo il perché e ricordiamoci di quel precedente…
Il big match di questa sera a San Siro tra Inter e Bologna mette sotto la luce dei riflettori uno dei protagonisti più brillanti del campionato: Federico Dimarco. L’esterno sinistro azzurro, milanese purosangue e cuore nerazzurro, ha un legame statistico particolare con la squadra emiliana. Nonostante una carriera già ricca di successi, Dimarco ha messo a segno una sola doppietta in Serie A, e il destino ha voluto che accadesse proprio contro i rossoblù.
Il precedente del 2022 e il fattore Chivu
Come ricorda il Corriere dello Sport, l’ultimo successo casalingo della Beneamata contro i felsinei porta la firma indelebile del numero 32. Era il 9 novembre 2022 quando Dimarco, con le sue discese letali, contribuì al roboante 6-1 finale. Cristian Chivu — l’ex leggendario difensore del Triplete oggi alla guida dei campioni d’Italia — intende puntare forte su questo precedente e sull’invidiabile stato di forma del suo laterale.
Il tecnico rumeno ha gestito sapientemente le energie del giocatore, concedendogli un turno di riposo solo nella trasferta di Genova, per averlo al massimo della condizione in questo inizio di 2026.
Primatista europeo: meglio di Yamal e Olise
I numeri di Dimarco in questa stagione sono, per certi versi, incredibili. L’esterno dei meneghini è attualmente il primatista a livello europeo per “big chances” create: ben sedici grandi occasioni da gol nate dai suoi piedi. In questa speciale classifica continentale, il nerazzurro guarda tutti dall’alto, superando talenti del calibro di Lamine Yamal, il giovanissimo fuoriclasse del Barcellona, e Michael Olise, l’ala creativa del Bayern Monaco.
Con un bottino stagionale di due reti e cinque assist in ventuno presenze, Dimarco si conferma il vero regista aggiunto della compagine milanese. La sua capacità di disegnare traiettorie perfette per le punte sarà la chiave tattica principale per scardinare la difesa di un Bologna che, negli ultimi tempi, si è spesso dimostrato un avversario indigesto per i nerazzurri.