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Inter Atalanta, prime le polemiche poi le espulsioni e il silenzio. Marotta promette che «si andrà nelle sedi istituzionali»

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Inter Atalanta, Marotta e il confronto con gli arbitri subito dopo il fischio finale: ecco cos’è successo a San Siro

Il pareggio tra Inter e Atalanta lascia dietro di sé una scia infinita di polemiche che rischia di pesare enormemente sulla corsa Scudetto. Il clima si è infiammato già al momento del gol dell’1-1 di Krstovic, con la panchina nerazzurra incredula per la convalida da parte dell’arbitro Manganiello. «Non ci credo, l’ha dato» è stata l’esclamazione di un allibito Barella, mentre Dumfries ha cercato disperatamente di spiegare la propria versione: «si inginocchia, quasi supplica l’arbitro di rivedere una decisione che ritiene assurda: giura e mima di aver perso l’equilibrio sull’azione del gol di Krstovic perché toccato a una gamba da Sulemana. Alza più volte il piede, quasi per mostrare la prova di un torto subìto».

Inter Atalanta, espulsioni e spogliatoi bollenti

La tensione ha raggiunto il picco con l’allontanamento del tecnico interista. La ricostruzione della Gazzetta dello Sport è emblematica: «Il più agitato è Cristian Chivu, mai visto così furibondo, che si allontana dall’area tecnica e becca prima il giallo e poi il rosso, urlando anche ripetutamente al quarto uomo Collu: «Era fallo, era fallo». Irrefrenabile». Non è andata meglio nel post-partita, quando la dirigenza ha cercato un confronto negli spogliatoi: «Il clima diventa teso negli spogliatoi, dove scendono i dirigenti Marotta e Ausilio. Il presidente chiede e ottiene un garbato confronto con la squadra arbitrale. Da parte dell’Inter, già in occasione del derby, si respira un clima di ostilità che la società attribuisce al caso Bastoni».

Nonostante i colloqui con i vertici arbitrali, l’Inter ha scelto la linea dura del silenzio stampa. Una strategia decisa dopo oltre mezz’ora di vertice interno per evitare sanzioni pesanti: «Marotta e Chivu lasciano lo stadio tardi, intorno alle 19, oltre due ore dopo il fischio finale: in quel tempo il presidente, il direttore sportivo Ausilio, il suo vice Baccin, il club manager Ferri e tutto lo staff restano chiusi nello spogliatoio per sbollire la rabbia e per parlare del caso arbitrale». Il presidente Marotta, pur tacendo davanti alle telecamere, «si è solo fatto sentire già negli spogliatoi e manifesterà la sua posizione anche in settimana nelle sedi istituzionali», confermando un malumore che ormai agita l’intero ambiente nerazzurro.

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