Hanno Detto
Giulini ammette: «Grande emozione tornare a San Siro, dell’Inter ho questi idoli. Pio? Rimpianto e su Caprile dico che…»

Giulini, presidente del Cagliari, ha rilasciato un’intervista tra le colonne della Gazzetta dello Sport in vista del match di questa sera contro l’Inter
Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui ha analizzato vari aspetti della stagione del suo club, partendo dalla sfida contro l’Inter di stasera. Giulini ha parlato della sua emozione nel tornare a San Siro, della crescita dei giovani talenti come Sebastiano Esposito, Elia Caprile e Marco Palestra, e delle prospettive di mercato.
CHE EFFETTO FA TORNARE A SAN SIRO? – «Grande emozione. Ci sarò stato 100 volte da ragazzino. Ci andavo quando stavo nel settore giovanile del Milan, ho fatto il raccattapalle. Ma l’emozione più grande l’ho provata ad aprile scorso all’Arena Civica, a due passi da casa mia, proprio uscendo di casa e poi andando a vincere la coppa Italia Primavera contro il Milan. Una cosa speciale, per me, per i sardi».
I MIO IDOLI INTERISTI – «Per mio papà Rummenigge. Per me Zenga. Che poi ho preso come allenatore. Dopo la salvezza non ricominciai con lui. Forse fu un errore».
INTER CAGLIARI E’ ANCHE PIO CONTRO SEBASTIANO ESPOSITO – «Pio un grande rimpianto, lo volevo fortemente l’anno scorso ma sia Bonato sia Nicola mi dissero di prendere prima la certezza che era rappresentata da Piccoli, nel frattempo però Pio andò allo Spezia e si è meritato di andare all’Inter già quest’anno. Muovendoci prima su Pio Esposito magari avremmo preso entrambi e non guastava. Non avrei preso Pio al posto di Piccoli, però magari entrambi. Sebastiano sta facendo una buona stagione, tecnicamente divino, deve imparare a essere sempre più concreto, sta trovando anche i gol. Sicuramente il Cagliari può ripartire da lui, è un nostro valore importante, complessivamente penso che lui non è un calciatore che può valere meno di Piccoli, non penso che in questo mercato arriveranno offerte così alte e quindi credo rimarrà con noi. Mi è piaciuto molto come ha esultato sabato dopo il gol coi compagni e il mister, significa che è un leader tecnico e carismatico».
CAPRILE – «Vale tanto. Parliamo di un grande portiere, non è scontato che vada via, magari rimane per consacrarsi ulteriormente. Come Esposito, anche Elia farà una grande carriera».
LEGGI ANCHE – Ultimissime Inter LIVE: le notizie del giorno sui nerazzurri
PALESTRA – «Un motivo di grande orgoglio, quando si cresce un grande calciatore e lo si vede esplodere in Nazionale e in partite di Serie A ti rimane felicità e orgoglio per Marco, sta dimostrando di poter fare una carriera simile a Barella. Un ragazzo serio, quadrato, se continuerà a lavorare così e il fisico lo accompagnerà arriverà in alto come Nicolò. Non si tira mai indietro, lotta per la nostra maglia fino all’ultimo, questo dimostra come Marco sia un grande uomo, non è scontato quando sei in prestito secco non tirare indietro la gamba».
IL GIOVANE DI CUI VADO PIU’ ORGOGLIOSO TRA I TANTI LANCIATI E’ IDRISSI? – «Mi piace citare Riyad, sta affrontando un percorso non semplice con l’infortunio, speriamo di averlo pronto a settembre dopo il recupero. Lo conobbi la prima volta quando si ruppe l’altro crociato, so cosa ha passato, mi ricordo che bello fu quando il Modena puntò su di lui e non era banale che una squadra di Serie B ci chiedesse uno delle giovanili. Venne a tifare la Primavera all’Arena ed era l’unico del gruppo precedente, un ragazzo con attaccamento alla maglia enorme e spero che possa avere ancora più spazio in futuro».
MALAGO’ PER LA PRESIDENZA FIGC SECONDO LA SERIE A – «L’unico che ha convinto Gigi Riva, insieme a me, a tornare allo stadio nel 2017 per consegnargli il Collare d’Oro. Gli diedi una mano, ma fu un risultato non da poco. Parliamo di un grande dirigente sportivo, ha permesso a tanti sport di emergere, le ultime Olimpiadi sono in buona parte merito suo, è sempre stato vicino al mondo del calcio. C’è bisogno di leadership e credibilità, spero che anche le altre componenti vadano su di lui. Dalle altre componenti ci si aspetta anche senso di responsabilità, non appoggiare Malagò rappresenta scarso senso di responsabilità per il futuro del calcio italiano e di tutto ciò che rappresenta. Accanto a Malagò vedrei bene Paolo Maldini. Ci conosciamo, lo stimo molto come dirigente e non solo come campione tra i più forti di sempre, lo stimo per come ha lavorato nei tanti anni di Milan. Potrebbe essere una figura credibile e con leadership, il calcio ha bisogno di figure sane, non di ragionamenti clientelari e di amicizie».