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Frattesi via dall’Inter? La mossa del centrocampista che lo avvicina alla Juve: spunta anche la promessa non mantenuta da Chivu!

Frattesi via dall’Inter? La mossa del centrocampista che lo avvicina alla Juve: il retroscena sulla promessa non mantenuta da Chivu
L’avventura di Davide Frattesi con la maglia dell’Inter sembra giunta irreversibilmente ai titoli di coda. Non è più un segreto che le strade della Beneamata e della dinamica mezzala della Nazionale siano destinate a separarsi in questa finestra di mercato. La dirigenza di Viale della Liberazione, tuttavia, ha eretto un muro invalicabile sulla valutazione del cartellino: servono circa 30 milioni di euro per lasciar partire il giocatore. La priorità assoluta dei vicecampioni d’Italia è monetizzare immediatamente, rifiutando formule di prestito o dilazioni eccessive, specialmente se l’acquirente è una diretta rivale storica come la Juventus.
Alla Continassa, il responsabile dell’area tecnica Damien Comolli apprezza moltissimo le doti di inserimento del centrocampista romano, considerato un rinforzo ideale, ma le attuali valutazioni economiche dei bianconeri non collimano affatto con le rigide richieste interiste. Secondo l’analisi di Tuttosport, si sta giocando una sottile partita a scacchi dove il fattore tempo potrebbe “aumentare i nervosismi”, favorendo eventualmente chi compra.
Il rifiuto all’estero e il retroscena tattico
Il rapporto tra Frattesi e l’ambiente milanese è ormai descritto come una “storia logora”. Sul classe ’99 si sono accesi i fari anche di Roma (che però ha altre priorità) e Napoli, mentre è stato rispedito seccamente al mittente l’interessamento del Fenerbahce: il giocatore ha rifiutato la destinazione turca perché il suo obiettivo primario resta la Vecchia Signora.
Alla base della rottura definitiva c’è una motivazione tecnica e umana profonda. Frattesi ha l’esigenza vitale di giocare con continuità in un anno cruciale per la sua carriera. La delusione nasce da una promessa estiva, poi disattesa, fatta direttamente da Cristian Chivu. L’allenatore dei nerazzurri gli aveva garantito non solo maggiore spazio, ma addirittura un ruolo tattico cucito su misura a ridosso della prima punta. Una prospettiva tattica mai realizzatasi, che ha convinto l’ex Sassuolo a spingere per l’addio immediato al fine di ritrovare minuti, fiducia e la gioia del campo altrove.