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Di Canio parla così di Pio Esposito: «Può diventare come Toni. Ha una motivazione fortissima, non come Leao…»

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Di Canio promuove il giovane talento nerazzurro: «Un attaccante alla Luca Toni che non perde mai palla»

In un’intervista rilasciata a Repubblica, Paolo Di Canio ha analizzato con la consueta schiettezza il potenziale di Pio Esposito, giovane promessa di proprietà dell’Inter che sta attirando l’attenzione degli addetti ai lavori. Secondo l’ex calciatore, il futuro del ragazzo come punto di riferimento della squadra di Cristian Chivu dipenderà molto dalle scelte strategiche del club: «Bisogna vedere anche che direzione prenderà la squadra a livello tattico, se insisterà col 3-5-2 o se cambierà qualcosa». Tuttavia, le caratteristiche fisiche e tecniche di Esposito evocano paragoni illustri con i grandi centravanti del passato.

Di Canio vede nel classe 2005 un erede della tradizione dei grandi numeri nove italiani: «Può diventare una specie di Toni, un attaccante che la palla non la perde mai e con cui i difensori devono davvero faticare». Questa capacità di fare reparto da solo e di proteggere il pallone sotto pressione lo renderebbe un profilo complementare perfetto per dialogare con attaccanti rapidi come Marcus Thuram o per agire da boa centrale in un tridente offensivo, offrendo a Chivu soluzioni diverse rispetto alla mobilità estrema della coppia “ThuLa”.

Di Canio, motivazione e sacrificio: l’elogio dell’atteggiamento controcorrente

Ciò che più affascina Di Canio del giovane Esposito non è tanto la tecnica, quanto la mentalità feroce che mette in ogni azione. Il paragone con altri top player del campionato, come la stella del Milan di Allegri, è netto: «Di sicuro, come approccio è tutta un’altra storia rispetto a Leão, è proprio l’opposto. Si vede che ha una motivazione interiore fortissima, sembra un giocatore di un’altra epoca per atteggiamento». Per Di Canio, Esposito incarna lo spirito del calcio di una volta, fatto di lotta e abnegazione costante sul rettangolo verde.

Nonostante qualche limite strutturale legato alla rapidità, il giudizio resta estremamente positivo: «L’unica cosa che forse gli manca del calcio moderno è la velocità, ma a me fa impazzire, perché trovare un ragazzo che si impegna così oggi è raro». In un’Inter che punta a ringiovanire la rosa e che vanta già un primato solido a quota 72 punti, l’inserimento di un profilo come quello di Pio Esposito potrebbe rappresentare la mossa vincente per costruire un attacco fisico e di sostanza, garantendo a Chivu quel ricambio generazionale chiesto a gran voce dalla società.

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