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Di Canio analizza Inter Juventus: «Mi aspetto una bella partita. L’Inter è sbocciata dopo l’andata, a Chivu manca una cosa rispetto a Inzaghi»

Di Canio ha avuto modo di fare la sua analisi di Inter Juventus ai microfoni di Tuttosport. Queste le parole dell’ex attaccante
Paolo Di Canio, ex attaccante e oggi opinionista, ha commentato il momento dell’Inter e della Juventus in vista del prossimo derby d’Italia. Intervistato da Tuttosport, Di Canio ha analizzato i punti di forza e le criticità delle due squadre, evidenziando la crescita dei nerazzurri sotto la guida di Cristian Chivu e le difficoltà della Juventus, che deve mantenere alta l’intensità per restare competitiva.
INTER-JUVE «Mi aspetto assolutamente una bella partita, per come conosciamo Spalletti, ma pure lo stesso Chivu per come sta facendo giocare la squadra. Immagino che metteranno in atto una strategia per vincere e non solo per controllare. Mi aspetto un Inter-Juve che faccia innamorare chi ama il calcio come lo intendo io, dove si osa e non si attende lo sbaglio dell’avversario».
L’EVOLUZIONE DELL’INTER DOPO IL KO DELL’ANDATA «Da quel ko [del 13 settembre, ndr], salvo qualche altra piccola zoppia, l’Inter è sbocciata, ha cominciato ad assimilare il credo del proprio allenatore, quei principi che all’inizio sembrava potessero essere non di difficile comprensione, però non così facili da applicare dopo quattro stagioni con Inzaghi. Chivu ha portato una nuova mentalità, una ricerca più rapida della verticalità, la riaggressione più alta. E poi ha chiesto ai centrocampisti di cambiare, basta colpi di tacco e ghirigori, più determinazione e decisione. Mixate tutte queste cose, l’Inter ha cominciato a uccidere le partite».
CHIVU E INZAGHI «La comunicazione, esterna e interna, è agli antipodi. Faccio un passo indietro. Inzaghi prese l’Inter campione d’Italia. È vero che andarono via Lukaku e Hakimi, ma lui chiese e ottenne Dzeko e Dumfries. La squadra nerazzurra non si è mai indebolita negli anni, è sempre rimasta la più forte, ma non ha mai dimostrato di essere la più brava. Marotta, che aveva costruito la Juventus vincente, e la società nerazzurra hanno fatto un lavoro straordinario per sostituire chi partiva. Inzaghi avrebbe dovuto fare proprio come la squadra bianconera di Conte e Allegri, un ciclo lungamente vincente. Non dico che avrebbe dovuto vincere quattro scudetti su quattro, ma almeno tre. Invece ha sempre ripetuto, anche al quarto anno, che l’Inter era partita per entrare nelle prime quattro, che erano stati migliorati i bilanci, che erano state raggiunte due finali di Champions. Sembrava quasi che l’Inter arrivasse dalla Serie B, invece Inzaghi aveva ereditato la squadra campione d’Italia. Chivu cosa fa? Non si piange addosso, dice: “Ragazzi, ricordatevi che abbiamo i punti che meritiamo, non guardiamo indietro, ma avanti, siamo l’Inter e siamo destinati a subire critiche e pressioni perché dobbiamo lottare per raggiungere tutti i nostri obiettivi”».
INZAGHI VINCEVA I BIG-MATCH «È vero, ma soprattutto in Champions l’Inter di Inzaghi giocava chiusa e in ripartenza, vincendo di nervi come con Bayern e Barcellona. Chivu è a metà della prima stagione, gli manca questo step, diamogli tempo. È un processo, l’Inter con certe squadre può imporre il suo gioco, essere bella, con altre deve imparare a sporcarsi le mani».
CHIVU HA PIU’ SCELTA IN ATTACCO «Certo , ma chi ha voluto Correa? O Arnautovic? Però a prescindere da questo, Pio e Bonny sono forti e credibili, hanno fame, spingono Lautaro e Thuram a dare il meglio. Hanno un atteggiamento che i tre dell’anno scorso non avevano».
PER CHI CONTA DI PIU’ «Conta più per la Juventus. Se vince non potrà puntare comunque allo scudetto, ma sarà in piena lotta per la Champions; se perdesse, la corsa al quarto posto si complicherebbe. Intanto spero che la partita si stappi subito con un gol e non prenda una piega conservatrice. Come sempre deciderà il centrocampo. L’Inter ha tre palleggiatori fenomenali o nuove soluzioni come Sucic, in più Dimarco con un piede caldissimo che dà mille soluzioni. Se la Juventus, oltre a fare il suo gioco, riuscirà ad aggredire e soffocare l’Inter, non concedendo troppe ripartenze, potrà giocarsela. Diversamente… l’Inter quando attacca fa male, molto più di Atalanta e Lazio».
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