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Cruciani scuote l’Inter: «Ambiente depresso e vittimismo? Basta scuse. Se perde lo Scudetto non è per il fallo di mano di Pongracic…»

Cruciani, il conduttore analizza il momento dei nerazzurri tra vantaggi rassicuranti e l’ombra di una crisi d’identità
L’analisi del momento nerazzurro si arricchisce di una voce fuori dal coro, quella di Giuseppe Cruciani, che nel corso dell’ultimo podcast Numeri 1 ha cercato di ridimensionare l’allarmismo che circonda la capolista. Nonostante il rallentamento degli uomini di Cristian Chivu, Cruciani ha invitato la piazza alla calma, sottolineando come il primato sia ancora saldamente nelle mani dei nerazzurri. «La crisi dell’Inter in queste giornate è sotto gli occhi di tutti, ma discutere l’Inter alla fine di marzo con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli…», ha esordito, evidenziando come la squadra stia comunque tenendo testa a rivali che hanno investito cifre iperboliche sul mercato.
Il giornalista ha poi puntato il dito contro l’atteggiamento psicologico di una parte della tifoseria, accusata di alimentare una negatività che rischia di contagiare lo spogliatoio. Il riferimento alle polemiche arbitrali è stato diretto e privo di giri di parole: «Io mi rivolgo ai tifosi dell’Inter che sono timorosi e depressi e l’ambiente timoroso e depresso si trasferisce anche alla squadra inevitabilmente. Sento troppo vittimismo dopo la vicenda Bastoni, ma basta».
Cruciani, tra polemiche arbitrali e il calo dei singoli
Secondo Cruciani, l’eventuale perdita del titolo non potrà essere imputata a episodi dubbi, ma a una flessione reale nelle prestazioni collettive e individuali. «Se l’Inter dovesse perdere lo scudetto non sarà certo per il fallo di mano inesistente di Pongracic», ha sentenziato, invitando a guardare piuttosto ai cali di tensione nei finali di gara. I pareggi contro Atalanta e Fiorentina non sono visti come drammi sportivi, ma come campanelli d’allarme su una condizione atletica precaria.
Il giudizio sui singoli è stato altrettanto severo, con un focus particolare su alcuni dei pilastri della rosa di Chivu che sembrano aver smarrito la brillantezza dei giorni migliori. «Tutti vedono una sorta di cappa di negatività, vero che negli ultimi 20 minuti spesso subisce e si trova in difficoltà. Barella sembra il fratello scarso di quello che conosciamo. Thuram non ne parliamo», ha concluso Cruciani. Mentre il Milan di Massimiliano Allegri e il Napoli di Conte attendono un ulteriore passo falso, l’Inter dovrà dimostrare di saper gestire la pressione per evitare che quella “cappa” diventi un ostacolo insormontabile verso il traguardo.