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Crespo a La Gazzetta: «Con Lautaro in campo si vince, senza di lui si rischia»

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Crespo ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha toccato diversi argomenti inerenti al mondo Inter

Hernan Crespo non ha dubbi: la cavalcata dell’Inter verso lo scudetto ha un volto ben preciso, ed è quello di Lautaro Martinez. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante nerazzurro esalta la leadership del connazionale.

COSA COLPISCE DI LAUTARO «Tutto. Lo seguo da quando era un ragazzo, i primi passi in Europa, nell’Inter che è un ambiente che conosco benissimo, quindi le sirene di altri grandi club che lo corteggiavano, ma lui non si è mai voluto distaccare dal suo amore. Questa prova di fedeltà ne ha fatto un simbolo. A livello tecnico, tattico e fisico è cresciuto tantissimo».

LA GRINTA DA CENTRAVANTI «Sente il gol, vede la porta prima ancora che gli arrivi il pallone. Facciamo un esempio, il primo gol alla Roma. Thuram fa una cosa bellissima sulla destra e lui attacca il primo palo con una grinta che hanno soltanto i centravanti veramente affamati. Il gol è una semplice conseguenza».

UN CAPITANO CHE VALE MEZZA SQUADRA «Lo dicono i risultati. Con lui in campo si vince, senza di lui si rischia. Quando la squadra ha avuto un calo, guarda caso Lautaro non era in forma o era infortunato. Non è solo un finalizzatore, è un esempio per i compagni».

L’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS «Ditemi una cosa: nella partita decisiva, quella di ritorno a San Siro contro il Bodo, Lautaro giocava? No, e qui ci può essere la spiegazione di una serata storta. Lautaro è una risorsa per la sua squadra e un problema per gli avversari: non sanno mai marcarlo, si muove su tutto il fronte, ha il tiro preciso da fuori area e nei sedici metri è letale. Dove lo trovate un attaccante più completo nel campionato italiano? Chi è in testa alla classifica dei marcatori della Serie A? Lui. Chi è l’attaccante più temuto dai difensori? Lui. E allora di che cosa stiamo parlando?».

LA FORZA DELL’INTER «Credevo che fosse la più forte in Italia e lo sta dimostrando. Badate che non era così scontato. In estate ha cambiato allenatore, da Inzaghi a Chivu, ha cambiato metodi, e anche qualcosina dal punto di vista tattico. Qualche inciampo c’è stato ma alla lunga ha fatto vedere che è la migliore».

LA NOVITA’ DI CHIVU «La capacità di verticalizzare immediatamente, che è il vero segreto del calcio di oggi. Prima l’Inter era molto piatta, orizzontale, adesso invece cerca sempre la profondità. Questo è merito degli insegnamenti di Chivu. Io credo che i dirigenti stiano lavorando bene pensando al futuro».

IL FUTURO «Dopo aver cambiato la guida tecnica, non hanno fatto la rivoluzione. Stanno inserendo, con molta attenzione, elementi nuovi per ringiovanire e dare energie fresche alla squadra. Qualche elemento faticherà un po’ all’inizio ad ambientarsi, ma alla lunga è una strategia vincente. Penso che con questi presupposti l’Inter possa tornare protagonista anche in Champions dove all’inizio della stagione aveva fatto molto bene. C’è stato un calo, è vero, ma la squadra non si è mai disunita».

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