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Chivu dopo Inter Juve: «Rosso a Kalulu? Tocco leggero, ma non è simulazione! Tenga le mani a casa… Oggi eravamo bloccati, siamo consapevoli di un aspetto»

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L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato contro la Juventus

Intervenuto nel corso del postpartita di Inter Juventus, il tecnico dei nerazzurri, Cristian Chivu, ha commentato così il match del 25° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

SE MI DISPIACE CHE LA VITTORIA VENGA INQUINATA DALLA POELMICA PER IL ROSSO A KALULU? – «Io penso ai miei, a quello che è stato il blocco mentale di questa partita. Forse i due anni senza vincere uno scontro diretto, contro Juve, Milan o Napoli, ha pesato. Ho visto questo oggi in campo. Una squadra bloccata che non è riuscita a esprimersi al meglio, che poi ha messo in campo il cuore e la qualità individuale per portarla a casa. Fortunatamente l’abbiamo portata a casa al 90esimo ma dobbiamo gestirla meglio sul 2 a 1. Mi prendo ciò che di buono abbiamo fatto, oggi era veramente importante vincere».

L’EPISODIO DEL ROSSO A KALULU – «Per me è un tocco leggero. Nello stesso tempo dico che se un giocatore è ammonito bisogna che eviti di fare determinati gesti che possono mettere in difficoltà la decisione di un arbitro. Io l’ho fatto con i miei giocatori quando ho subito una situazione del genere, parlo di Inter-Liverpool dove abbiamo subito un rigore che non c’era e me la sono presa col mio difensore che poteva evitare di mettere l’arbitro nelle condizioni di dover prendere una decisione. Kalulu, sapendo di essere ammonito, poteva evitare di mettere quella mano sul nostro giocatore».

QUANTA SPINTA CI DA PER LO SCUDETTO? – «0% come ho già detto. Ci sono ancora 13 partite, il campionato è lungo».

QUESTO LO STEP CHE MANCAVA? – «Ho sempre parlato dei miglioramenti fatti dal punto di vista mentale e del gioco. Anche col Napoli sul 2-2 abbiamo preso un palo al 94′ e potevamo portarla a casa. Forse ci sarebbe servito per sbloccarci dal punto di vista mentale per quanto riguarda gli scontri diretti di cui tutti parlano da anni. Oggi siamo rimasti in gara. Ho scelto anche di mettere un altro attaccante per cercare di vincerla. Poi viene fuori la qualità di Zielo, prima ci aveva provato Calha. Stavolta ci è andata bene. Ci prendiamo quello che meritiamo. Consapevoli del fatto che siamo cresciuti molto, vogliamo essere competitivi e avere una stagione positiva».

COSA MI SENTO DI DIRE A BASTONI? – «E’ un giocatore della Nazionale, non si può mettere in dubbio che sui senta un pugno sul braccio o sul petto, è un tocco leggero. Dovrei insegnare come ho sempre fatto ai miei giocatori di non mettere l’arbitro nelle condizioni di prendere decisioni. Ale ha sentito questo colpo, andava in contropiede, aveva recuperato e anticipato questo passaggio. Poteva nascere qualcosa di importante. Adesso si mette in discussione anche un giocatore che non fa una simulazione come ho visto spesso in questi campionati, dove nemmeno sono toccati e si buttano per terra. Lui la manata la sente e gli ha impedito di andare in transizione».

Queste, invece, le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

SUL MATCH – «Abbiamo patito la gara, erano due anni che non si vinceva uno scontro diretto: e i ragazzi purtroppo l’hanno risentita. Ma col cuore e con quello che dovevamo fare siamo riusciti a vincerla: mi prendo il carattere e la ricerca di voler far male con una squadra che con Spalletti mette in difficoltà chiunque. Faccio i complimenti, è una signora squadra».

ROSSO A KALULU? – «Per me è un tocco leggero, però è un tocco: bisogna dirlo e ammetterlo. Quando io ho subito torti per tocchi leggeri come in Champions League ho detto ai ragazzi di non mettere l’arbitro in condizione di decidere: il tocco è tocco, anche se è leggero e bisogna ammetterlo. Il mio giocatore sente la mano perché l’ha anticipato: la decisione è un secondo giallo, un giocatore d’esperienza come Kalulu le mani in alcune circostanze bisogna tenerle a casa».

IL CAMBIO DI BASTONI – «Avevo paura di Conceicao, ma è stato cambiato all’intervallo e magari l’avrei lasciato dentro. Come avrei reagito io a quel rosso da giocatore? Io con un giallo addosso non mettevo le mani addosso ad un avversario, soprattutto dopo un anticipo e con un contro piede. Io spero che la vittoria di oggi sia una svolta nel blocco mentale e fisico: oggi la squadra non mi è piaciuta, non ha avuto le gambe e la lucidità per fare il nostro gioco. Ma mi prendo una vittoria importante, ho cercato di trasmettere a loro il fatto di aver vinto a Dortmund. Ma si è sentita la mancanza di vittoria con una top da due anni: e va dato merito alla Juve che ci ha messo in difficoltà con la sua proposta di gioco. E’ una squadra in salute, anche in dieci è riuscita a pareggiare: sul 2-1 dovevamo gestire meglio ma con la paura di non vincere siamo andati in difficoltà. Ma poi viene fuori il carattere della squadra»

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