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Chivu Inter, l’allenatore ha capito che non esistono 22 titolari: fiducia traballante, il motivo

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Chivu Inter, le prime indicazioni dopo l’inizio di stagione dei nerazzurri in Serie A e Champions League. Tutti i dettagli in merito

L’Inter analizza il proprio momento con lucidità e preoccupazione: la squadra continua a produrre gioco, occasioni e lunghi tratti di dominio, ma fatica terribilmente a trasformare quanto costruito in punti reali. La sconfitta contro l’Atletico Madrid ha accentuato un trend già evidente e ora la sfida contro il Pisa diventa un passaggio cruciale per ritrovare la vittoria e soprattutto serenità. Il Corriere della Sera evidenzia come i problemi non siano nuovi: questa Inter prova a giocare con una difesa molto alta e una pressione costante sull’avversario, ma non ha ancora gli interpreti per farlo con continuità e sicurezza.

Uno dei temi ricorrenti riguarda il rendimento altalenante di Hakan Calhanoglu, il cervello della manovra nerazzurra. L’uomo che dovrebbe garantire continuità tecnica e leadership vive ancora di alti e bassi, creando inevitabili scompensi nella fluidità del gioco. Nonostante in campo e in conferenza stampa Chivu stia provando a consolidare un’identità chiara, i numeri parlano di una squadra che non riesce più a battere le big: sei partite senza vittorie contro il Milan, quattro contro il Napoli, tre contro la Juventus. Un campanello d’allarme che pesa sia psicologicamente sia in termini di ambizioni.

Due scompensi evidenti: difesa e cinismo

A livello statistico, l’Inter soffre due squilibri principali. Da una parte, il pessimo quoziente tra tiri subiti e gol incassati — il penultimo in Serie A — che segnala un rendimento insufficiente del portiere e una fragilità nei momenti decisivi. Dall’altra, un rapporto tra occasioni create e reti segnate che non rispecchia minimamente la mole di gioco prodotta. A Madrid, per esempio, la squadra ha avuto momenti di dominio netto, ma è mancata la concretezza necessaria per indirizzare la gara.

Il Corriere della Sera sottolinea anche un dettaglio significativo: la scelta di Chivu di schierare il quarto centrale con Akanji titolare può essere letta come un messaggio alla dirigenza in vista del mercato di gennaio. Lo stesso vale per l’inserimento di Diouf, i cui 10 minuti nel derby hanno dato segnali propositivi. Nel frattempo, è rientrato in gruppo Mkhitaryan, elemento chiave che potrà ridare equilibrio al centrocampo.

Non esistono “22 titolari”: fiducia selettiva

La realtà è che i famosi “22 titolari” non esistono. La fiducia in alcuni giocatori — fra cui Davide Frattesi — scricchiola, mentre quella della società nei confronti di Chivu resta invece solida, come ribadito dal presidente Giuseppe Marotta prima della trasferta di Madrid.

Ma il calendario non farà sconti: tra il 6 dicembre e il 20 gennaio l’Inter affronterà Como, Liverpool, Bologna (due volte), Atalanta, Napoli e Arsenal. Un ciclo durissimo che richiederà risposte sul campo. Servono fatti, non parole — conclude il Corriere della Sera — e soprattutto fiducia nel percorso, perché solo così i nerazzurri potranno uscire da un momento complesso ma ancora pieno di potenzialità inespresse.

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